Nutri-Score e Yuka: le tattiche delle lobby contro l’informazione dei consumatori

Foto: Collège de France / Franck Cluzel / Adélaïde Chantilly

Il Nutri-Score e Yuka condividono una stessa funzione: tradurre un’informazione complessa in un indicatore semplice e immediato. In pochi anni, sono diventati per molti consumatori un riflesso al momento dell’acquisto. Ma questa trasparenza ha un prezzo: mette in evidenza i prodotti valutati negativamente e, con essi, gli interessi economici che ne sono alla base. Per questo, una parte dell’industria agroalimentare ha messo in campo diverse strategie per contrastare questi strumenti.

Non si tratta di semplici critiche saltuarie. Questi attacchi hanno assunto molteplici forme, spesso complementari, con l’obiettivo di indebolire la credibilità degli strumenti in questione, rallentarne l’adozione o limitarne l’impatto. E non si tratta nemmeno di strategie nuove, in quanto sono state già sperimentate dalle industrie del tabacco, dell’amianto e dei pesticidi: strumentalizzare la scienza, alimentare il dubbio, spostare il focus del dibattito per ritardare l’introduzione di normative scomode. La giornalista investigativa Stéphane Horel ha documentato questo meccanismo nella sua inchiesta Lobbytomie, definendolo la “fabbrica del dubbio”.

L’industria agroalimentare non fa eccezione e il fenomeno va ben oltre i confini francesi. Nel 2025, una serie di articoli pubblicata su The Lancet mostra che, in tutto il mondo, le aziende produttrici di alimenti ultraprocessati ostacolano le politiche di salute pubblica attraverso gli stessi strumenti: dal lobbying diretto al finanziamento di una “contro-scienza”, passando per i gruppi di facciata e le azioni legali1.

Come si applica concretamente questo meccanismo al Nutri-Score e a Yuka? Chi lo mette in atto e con quali strumenti? In questo articolo analizziamo le sette tattiche utilizzate per indebolire questi due strumenti. Prese singolarmente, possono sembrare aneddotiche. Considerate nel loro insieme, delineano una strategia.

Questo articolo analizza le strategie di lobbying contro Yuka e il Nutri-Score, basandosi su fatti documentati. Le nostre interpretazioni delle intenzioni e delle strategie sottostanti si basano sulle evidenze disponibili e sulla nostra conoscenza del settore.

Tattica 1: Screditare gli strumenti di informazione dei consumatori e chi li sostiene per metterne in dubbio l’affidabilità

Contestare il Nutri-Score o Yuka sul piano scientifico è un’operazione che richiede dati, competenze e tempo. Per questo, per indebolire questi strumenti, gli oppositori scelgono la strada più semplice: metterne in discussione la credibilità. Cercano così di far passare l’idea che siano inaffidabili, eccessivamente semplicistici e che chi li sostiene non sia degno di fiducia. Un’accusa che presenta un vantaggio decisivo: non richiede alcuna prova.

Eppure, il Nutri-Score e Yuka hanno un punto di forza in comune: trasformare un’informazione complessa in un’indicazione chiara, intuitiva e comprensibile da tutti, ovvero una lettera o un punteggio associato a un colore.

Trasformare un pregio in un difetto

L’etichetta nutrizionale Nutri-Score viene proposta dai ricercatori accademici dell’EREN (Équipe de Recherche en Épidémiologie Nutritionnelle) nell’ambito del Rapporto Hercberg, pubblicato nel gennaio 20142. Molto rapidamente, l’Associazione nazionale delle industrie alimentari (ANIA), la principale lobby dell’industria agroalimentare in Francia, prende posizione. Il titolo del comunicato stampa che diffonde è molto chiaro: “No a un sistema di etichettatura nutrizionale semplicistico basato su un codice colore”3. Nel comunicato si legge che l’equilibrio alimentare “non può limitarsi a un bollino colorato”. Questa argomentazione ha il vantaggio di sembrare ragionevole: chi difenderebbe mai un “approccio semplicistico”? Ma allo stesso tempo rimprovera al Nutri-Score proprio ciò che ne costituisce l’utilità. Il Nutri-Score non è semplicistico, è semplice.

Serge Hercberg, coautore di questo articolo, ha diretto la ricerca precedente la creazione del Nutri-Score in qualità di direttore dell’EREN e presidente del Programma nazionale nutrizione salute (PNNS), coordinato dal Ministero della Salute francese. Mathilde Touvier, anch’essa coautrice, ha partecipato fin dall’inizio agli studi di validazione scientifica del logo e ha coordinato i lavori che hanno studiato l’associazione tra il Nutri-Score e il rischio di malattie croniche. In seguito, ha preso il posto di Serge Hercberg alla guida dell’EREN e del PNNS. Le critiche si sono ripetute: il logo è stato definito “semplicistico, riduttivo, infantilizzante, colpevolizzante”, “una direttiva su cosa scegliere”, o addirittura uno strumento “liberticida”4-11

Il meccanismo è sempre lo stesso: evitare il confronto sul piano scientifico, dove il Nutri-Score è ampiamente supportato, per spostare il dibattito sul piano morale, parlando di limitazione delle libertà individuali, stigmatizzazione o colpevolizzazione, anziché di impatto sulla salute pubblica e di evidenze scientifiche.

Le accuse omettono deliberatamente le origini di questo punteggio e della sua rappresentazione grafica: un algoritmo sviluppato a partire dalla ricerca nell’ambito dell’epidemiologia nutrizionale12, basato su ampi studi di coorte, alcuni dei quali seguono centinaia di migliaia di persone per diversi anni, e pubblicati su riviste scientifiche internazionali13-19. Questo algoritmo è stato convalidato dalle autorità sanitarie (HCSP, ANSES, Santé publique France). Quanto alla rappresentazione grafica, numerosi studi hanno dimostrato che è compreso meglio rispetto alle altre etichettature testate e rispetto all’assenza di etichettatura, e che orienta gli acquisti verso prodotti con una migliore qualità nutrizionale20.

La stessa critica si ripresenta, quasi identica, ogni qualvolta ci siano prodotti valutati negativamente. In Svizzera, Swissmilk, l’organizzazione che rappresenta il settore lattiero-caseario, definisce il Nutri-Score “una risposta semplicistica a una domanda complessa” e gli rimprovera di valutare i singoli nutrienti anziché considerare l’alimento “nel suo insieme”21. In Francia, il presidente dell’organizzazione interprofessionale del Roquefort, intervistato alla radio, definisce il Nutri-Score “semplicistico” e commenta: “Viviamo in un’epoca strana, in cui la complessità e le sfumature trovano raramente spazio”22. La formula è efficace: pone chi parla dalla parte della complessità e dell’intelligenza, e questo sistema di etichettatura dalla parte della semplificazione.

Quando Yuka si diffonde in Francia, riemerge lo stesso vocabolario. Aziende e distributori riprendono gli stessi argomenti utilizzati contro il Nutri-Score e li usano contro Yuka. Un’insegna ne denuncia “l’approccio semplicistico” ricorrendo a un esempio ormai diventato un classico: “il formaggio è classificato negativamente, quando in realtà basta consumarlo in modo equilibrato23. Questa argomentazione confonde due aspetti distinti: informare sulla composizione di un prodotto e dare indicazioni di consumo, cosa che l’applicazione non fa. La Fédération française des industriels charcutiers traiteurs (FICT) porta il ragionamento un passo oltre: Yuka non contribuirebbe al dibattito di interesse generale, ma lo “impoverirebbe”, riducendo un prodotto a un punteggio basso, a un colore rosso e a parole come “scarso”24.

In tutti i casi, la strategia è la stessa: presentare la chiarezza delle informazioni, che rappresenta un servizio per il consumatore, come un limite intellettuale.

Screditare chi trasmette il messaggio

Mettere in discussione la credibilità dello strumento non è sempre sufficiente, per cui il secondo bersaglio sono le persone che lo promuovono. Le lobby cercano di presentare i ricercatori all’origine del Nutri-Score come dei moralizzatori che vorrebbero controllare ciò che le persone consumano.

Fin dall’inizio, gli oppositori del Nutri-Score ricorrono anche a un’altra strategia: personalizzare il più possibile il logo. Invece di utilizzare l’espressione “etichettatura nutrizionale”, parlano di “bollini del professor Hercberg”, o persino degli “smarties del professor Hercberg”25,26. Associando un nome proprio all’etichettatura, si suggerisce che si tratti dell’idea personale di un singolo ricercatore, anziché del risultato di un lavoro collettivo convalidato dalla comunità scientifica.

E questo cambiamento non è affatto spontaneo. Nelle comunicazioni interne dell’industria agroalimentare si parlava deliberatamente del “logo Hercberg” o del “sistema Hercberg”27. Al di là della derisione, l’obiettivo era screditare la sua autorevolezza di ricercatore, lasciando intendere che avesse un interesse personale nel promuovere il Nutri-Score e che fosse quindi più un militante impegnato a difendere la propria “creatura” che uno scienziato28.

Per quanto riguarda Yuka, viene messa in discussione la sua indipendenza. Un distributore la paragona a “Wikipedia rispetto all’Encyclopædia Universalis: necessaria, ma che può contenere errori ed essere orientata”29. La parola “orientata”, un termine chiave, lascia intendere che l’applicazione possa rispondere a un interesse nascosto. La stessa critica viene rivolta anche al settore dei cosmetici: in un comunicato del 2018, la FEBEA, la lobby delle aziende del settore bellezza, afferma esplicitamente che si può “ragionevolmente dubitare dell’obiettività” di applicazioni come Yuka, “che propongono servizi premium a pagamento”30. Il ragionamento è insidioso: è proprio perché Yuka si finanzia attraverso i propri utenti, e non attraverso i marchi, che è indipendente. In tutti questi casi, il bersaglio non è più il metodo, ma l’affidabilità e l’onestà di chi fornisce l’informazione.

Quando la delegittimazione diventa una campagna

Questi attacchi non sono iniziative isolate: fanno parte di una campagna coordinata. Serge Hercberg ne descrive il meccanismo nel suo libro “Mange et tais-toi : un nutritionniste face au lobby agroalimentaire”: i messaggi vengono elaborati a monte dalle lobby dell’industria agroalimentare, con l’ANIA (Association nationale française des industries alimentaires) in prima linea. Poi vengono diffusi a cascata attraverso la stampa specializzata, il Consiglio nazionale francese dell’alimentazione (prima che ne venisse modificata la composizione), alcune filiere agricole (salumi, carne, formaggi e prodotti lattiero-caseari), i social network e alcuni esponenti politici. La ripetizione identica delle stesse espressioni (“semplicistico”, “bollino colorato”, “infantilizzante”, “colpevolizzante”, “stigmatizzante”) non è il segno di un’indignazione spontanea, ma porta piuttosto la firma di una campagna organizzata e guidata.

Molto rapidamente, queste formule finiscono per essere riprese da alcuni esponenti politici, in particolare da ministri e parlamentari vicini ai settori economici interessati. Diversi ministri francesi, tradizionalmente sensibili alle istanze del settore agroalimentare, scendono in campo: Stéphane Le Foll, allora ministro dell’Agricoltura; Sylvia Pinel, ministra del Commercio e successivamente dell’Uguaglianza dei territori; Arnaud Montebourg, ministro dell’Economia31, e, più recentemente, Annie Genevard, attuale ministra dell’Agricoltura. E la strategia si rivela efficace: a ogni tappa decisiva, le lobby riescono a esercitare pressione sulle decisioni politiche per rallentare il Nutri-Score. Un esempio è la recente revisione dell’algoritmo nel 2023, il cui decreto di attuazione è stato bloccato da Annie Genevard per diverse settimane32

Per quanto riguarda Yuka, il verbale del comitato direttivo della FICT, la federazione francese delle imprese dei salumi, di novembre 2020 rivela nel dettaglio il funzionamento di questa strategia. Per far fronte a un rapporto parlamentare “molto sfavorevole” sui nitriti, atteso per gennaio, la federazione approva un “importante piano mediatico”: interviste individuali, possibilità di replica e presenza sui social network, il tutto “con il sostegno di numerosi specialisti (medici, scienziati, oncologi)”33. Lo stesso documento dedica una sezione specifica a Yuka e mette a disposizione dei propri associati un “kit di risposta” alle richieste dei media e dei clienti successive al comunicato stampa pubblicato da Yuka, con l’indicazione di “diffondere i messaggi per amplificarne la portata”. La strategia di delegittimazione non è quindi né spontanea né improvvisata: è strutturata, pianificata e progettata per essere amplificata.

Il seguito della vicenda illustra perfettamente questo metodo. Davanti al tribunale di commercio, la FICT vede respinte gran parte delle proprie richieste, compresa quella con il maggior impatto per Yuka: ottenere una modifica del modo in cui l’applicazione valuta i salumi e le carni lavorate contenenti nitriti34. Yuka viene comunque condannata a versare 20.000 euro di risarcimento danni alla FICT per aver segnalato i rischi di cancerogenicità e genotossicità dei nitriti e per aver pubblicato nell’app una petizione che ne chiedeva il divieto (una condanna in seguito completamente annullata in appello). Ciò non impedisce alla FICT di comunicare il messaggio “La FICT ha la meglio su Yuka”35, trasformando una sconfitta parziale in una condanna dell’applicazione. Il titolo viene ripreso tale e quale da numerosi media, contribuendo a radicare nell’opinione pubblica l’immagine di un’applicazione colta in fallo36-43.

Tattica 2: Moltiplicare le alternative per confondere

Oltre alle strategie volte a contrastare direttamente il Nutri-Score, i suoi oppositori cercano anche di creare confusione per ritardarne, se non addirittura impedirne, l’adozione. Sostengono di non essere contrari al principio secondo cui i consumatori devono essere informati e dichiarano che una questione così complessa meriterebbe approcci diversi. Per questo, in alternativa al Nutri-Score, propongono altri sistemi e strumenti di etichettatura. Presentata come una forma di pluralismo, questa proliferazione ha in realtà l’obiettivo di moltiplicare i punti di riferimento, rendendo più difficile orientarsi e ritardando il processo decisionale. Inoltre, queste alternative hanno tutte un elemento in comune: pretendono di promuovere la trasparenza fornendo informazioni nutrizionali, ma eliminano o minimizzano qualsiasi elemento che potrebbe in qualche modo penalizzare il prodotto.

Nel 2017, lo stesso anno in cui il Nutri-Score viene ufficialmente introdotto in Francia, sei delle più grandi multinazionali dell’industria agroalimentare (Coca-Cola, Mars, Mondelez, Nestlé, PepsiCo e Unilever) lanciano un proprio logo nutrizionale: l’Evolved Nutrition Label (ENL)44. A differenza del Nutri-Score, che sintetizza la qualità nutrizionale complessiva degli alimenti attraverso una sola lettera e un solo colore, l’Evolved Nutrition Label assegna un colore a ciascun nutriente, dando vita a un sistema di etichettatura molto meno intuitivo. In particolare, il sistema valuta la composizione nutrizionale per porzione e non per 100 grammi di prodotto. Poiché la porzione può variare in funzione dell’età, del sesso e dell’attività fisica della persona, e non esiste quindi una porzione standard, sono le stesse aziende a definirla, optando per porzioni ridotte che permettono di ottenere un’etichettatura apparentemente più favorevole.

L’Evolved Nutrition Label applicato alla Nutella: calcolato su una porzione di 15 g,
attenua notevolmente l’impatto visivo dell’apporto di zuccheri e grassi.

Valutati sulla base di una quantità ridotta, un quadratino di cioccolato o una porzione di formaggio vedono così scomparire gran parte dei loro indicatori rossi. Gli studi scientifici mostrano che l’ENL sembra avere un effetto negativo sulle porzioni scelte dai consumatori: presentando colori più favorevoli, il sistema può indurre a scegliere porzioni più abbondanti, anche per alimenti che, al contrario, sarebbe opportuno limitare45,46. L’European Heart Network, una rete europea di cardiologi, denuncia un sistema potenzialmente fuorviante per i consumatori47. Il logo viene abbandonato in meno di due anni, ma nel frattempo ha raggiunto il suo obiettivo: farsi spazio nel dibattito e alimentare dubbi sul fatto che il Nutri-Score sia il riferimento più affidabile.

L’ENL non è l’unico sistema alternativo. Già nel 2017 Carrefour propone un proprio logo, “À quelle fréquence”, mentre l’ANIA rilancia il NutriRepère, un sistema già comparso a metà degli anni Duemila48. Poco importa che siano strumenti difficili da leggere e comprendere: l’obiettivo non è informare meglio i consumatori, ma poter sostenere che esistono diverse opzioni, che sarebbe necessario confrontare e testare prima di prendere una decisione.

Il NutriRepère, il logo alternativo promosso dall’ANIA. Privo di lettere,
punteggi e colori, presenta una serie di percentuali riferite alla porzione,
lasciandone l’interpretazione al consumatore.

Questi sistemi di etichettatura alternativi vengono infatti utilizzati come argomento per chiedere uno studio comparativo di tutti i sistemi. Alla fine, sotto le ripetute pressioni dell’ANIA e della grande distribuzione, il governo cede. Contro il parere degli scienziati, delle associazioni dei consumatori e persino del Ministero della Salute, viene avviata una sperimentazione su larga scala, condotta in una sessantina di supermercati, con l’obiettivo di confrontare i diversi sistemi prima di decidere quale utilizzare49.

Il processo è segnato da numerose polemiche riportate dalla stampa: la conduzione dello studio viene affidata a una fondazione finanziata dalle aziende del settore, anziché a un’équipe di ricerca accademica; diversi ricercatori indipendenti si dimettono dal comitato scientifico per denunciare conflitti di interesse; e persino il presidente dell’Inserm lascia il comitato direttivo50-52. Grazie però alla mobilitazione dei ricercatori indipendenti e alla pressione dei media, lo studio viene infine condotto in condizioni più rigorose rispetto a quelle inizialmente auspicate dalle lobby: il protocollo viene rivisto sulla base di criteri scientifici più stringenti, la sperimentazione sul campo viene verificata da ricercatori indipendenti e, parallelamente, il Ministero della Salute affida una seconda valutazione a un’équipe di economisti53.

Lunga da organizzare, questa sperimentazione ha comunque permesso di rinviare di diversi mesi l’adozione del Nutri-Score, in un momento politicamente delicato, alla vigilia delle elezioni presidenziali del 2017. Quanto bastava per sperare che un futuro governo potesse accantonare definitivamente il progetto. La manovra, tuttavia, è fallita: la sperimentazione ha confermato la superiorità del Nutri-Score, adottato in extremis nel marzo 2017 e ufficializzato nell’ottobre dello stesso anno con la firma di un decreto interministeriale.

A differenza di Yuka, non assegna né un punteggio complessivo né un giudizio netto e segnala pochissime sostanze controverse. Oggi l’applicazione non è più disponibile. Nel settore della cosmetica, la FEBEA, la federazione francese di produttori di cosmetici, lancia invece l’applicazione CLAIRE55. Quest’app consente di scansionare la lista INCI, cioè l’elenco degli ingredienti di un prodotto, ma evita di attribuire qualsiasi punteggio56. Ogni volta, l’idea è la stessa: riprendere il modello di Yuka, un’applicazione che permette di scansionare i prodotti e ottenere informazioni, eliminandone però un elemento fondamentale: la valutazione chiara.

Tattica 3: Attaccare attraverso interlocutori meno esposti

Gli attacchi provengono raramente dai marchi che i consumatori conoscono. Queste aziende, infatti, non hanno alcun interesse a esporsi in prima linea contro gli strumenti di informazione rivolti ai consumatori: si tratta di un rischio per la loro immagine che non sono disposte a correre. Preferiscono quindi, nella maggior parte dei casi, agire dietro le quinte, attraverso strutture dai nomi più neutri: federazioni professionali, sindacati, organismi consultivi, fondazioni…

Nascondersi dietro le federazioni di categoria

Per quanto riguarda il Nutri-Score, la battaglia è portata avanti dall’ANIA, dalla FCD (Federazione francese del commercio e della grande distribuzione), da FoodDrinkEurope a livello europeo e da alcune filiere, come quella dei formaggi o dei salumi, ma più raramente dai marchi57-63. Eppure, dietro federazioni come l’ANIA ritroviamo gli stessi grandi gruppi che si rifiutano di apporre il Nutri-Score sui propri prodotti: Coca-Cola, Mars, Ferrero, Mondelez, Lactalis e Unilever.

Lo schema è lo stesso per Yuka, attaccata dalla FICT, una sigla pressoché sconosciuta al grande pubblico. Eppure, dietro la Federazione francese delle imprese dei salumi si trovano marchi molto noti in Francia: Herta, Fleury Michon, Aoste, Madrange64. È la federazione a scendere in campo, mentre i singoli marchi restano in secondo piano.

In Spagna, dove Yuka è presente, l’offensiva arriva ancora una volta da una federazione: la FIAB, Federazione spagnola delle industrie alimentari e delle bevande, che riunisce circa 5.000 aziende65. Come l’ANIA, anche la FIAB fa parte di FoodDrinkEurope, la federazione che rappresenta l’industria alimentare a livello europeo. Nel 2020, la FIAB presenta un esposto ad Autocontrol, l’organismo di autoregolamentazione della pubblicità, sostenendo che il modo in cui Yuka si presenta sul proprio sito debba essere considerato una forma di “pubblicità”66. Un altro elemento degno di nota è che, dal 2018, la vicepresidenza di Autocontrol è ricoperta da Javier López Zafra, che è anche segretario generale e segretario del consiglio di amministrazione di L’Oréal España67, gruppo direttamente interessato dalle valutazioni di Yuka. Non sorprende quindi che l’organismo abbia dato ragione alla FIAB, giudicando ingannevole la comunicazione di Yuka. Pur trattandosi soltanto di un parere privo di valore vincolante, offre alla federazione un argomento dall’apparenza ufficiale da poter far valere.

Dotarsi di una legittimazione istituzionale

Un altro importante canale di pressione è rappresentato dalle istituzioni pubbliche: la loro autorevolezza può far apparire un interesse privato come una questione di interesse generale. Il caso del Consiglio nazionale dell’alimentazione ne è un buon esempio. Questo organismo consultivo, incaricato di esprimere pareri sulle politiche alimentari, non è in realtà un arbitro neutrale: al suo interno siedono rappresentanti dell’industria agroalimentare e della grande distribuzione, insieme ad associazioni dei consumatori e ricercatori. L’Institut Rousseau lo annovera tra gli ambienti di influenza maggiormente frequentati dalle lobby del settore68. È proprio da qui che, nel 2015, parte un’offensiva contro il Nutri-Score: il presidente Bernard Vallat, già vicedirettore generale responsabile dell’alimentazione presso il Ministero dell’Agricoltura, invia ai ministri e alla Presidenza della Repubblica una lettera contraria al Nutri-Score, utilizzando la carta intestata del CNA69. Eppure, Vallat aveva redatto la lettera a titolo personale, senza consultare, come avrebbe dovuto fare, i membri del Consiglio, tra cui le associazioni dei consumatori e i ricercatori70. Una presa di posizione individuale presentata come il parere di un organismo consultivo indipendente.

L’industria non si limita a intervenire negli organismi consultivi: cerca di parlare anche attraverso gli eletti. Tra il 2015 e il 2016, durante l’esame in Parlamento della legge di modernizzazione del sistema sanitario, che avrebbe aperto la strada al futuro sistema di etichettatura nutrizionale, l’ANIA prepara diversi emendamenti già pronti, che alcuni parlamentari presentano senza modificarli71. Uno di questi emendamenti propone, ad esempio, di rendere obbligatorio il passaggio dal Consiglio nazionale dell’alimentazione prima di qualsiasi decisione sul logo. Un altro mira a imporre una sperimentazione “su larga scala”, così da guadagnare tempo. Il meccanismo viene portato alla luce dalla trasmissione Cash Investigation nel 2016: confrontando gli emendamenti presentati dai parlamentari con i testi elaborati dall’ANIA, si rileva che diversi di essi riprendono parola per parola le proposte della lobby. Un microfono rimasto aperto coglie persino il senatore Michel Raison, strenuo oppositore del Nutri-Score e, peraltro, produttore di formaggi, mentre conversa in evidente sintonia con l’ANIA72.

A fare da tramite contro Yuka è un altro organismo ufficiale: il Consiglio nazionale dei consumatori (CNC). Il suo parere sulle applicazioni che esprimono valutazioni sui prodotti, adottato alla fine del 2023, chiede loro “maggiore trasparenza” e un “approccio più scientifico”73. Ma, tra i tre relatori incaricati di redigere il parere, due rappresentano interessi direttamente coinvolti dalle valutazioni di Yuka: Sandrine Blanchemanche per l’ANIA e Xavier Guéant per la FEBEA. In altre parole, le federazioni i cui prodotti ricevono spesso valutazioni negative da Yuka hanno contribuito in modo significativo alla stesura del parere destinato a regolamentare proprio le applicazioni che li valutano. Questo parere viene regolarmente esibito come una sorta di avallo ufficiale alla tesi secondo cui “Yuka manca di trasparenza”, nonostante siano pubblici il metodo di valutazione dell’applicazione, i criteri utilizzati per valutare le sostanze controverse e persino il suo bilancio contabile.

Tattica 4: Spostare il dibattito su un altro piano

Anziché discutere della composizione dei prodotti e dei loro effetti sulla salute, gli oppositori del Nutri-score cercano di spostare l’attenzione su temi maggiormente in grado di suscitare consenso e mobilitare l’opinione pubblica: il territorio, la tradizione, l’occupazione, la sicurezza alimentare. Temi che, di per sé, sono tutt’altro che illegittimi, ma che in questo caso servono a schivare l’unica questione davvero centrale: il consumatore ha diritto a ricevere informazioni chiare su ciò che acquista?

Fare leva sul territorio e sulla tradizione

Contro il Nutri-Score torna continuamente lo stesso argomento: il logo minaccerebbe alcuni dei prodotti simbolo del patrimonio gastronomico francese (Roquefort, foie gras, rillettes, Maroilles), penalizzandone la reputazione.

Questa posizione è arrivata persino a tradursi in proposte di legge. Nel dicembre 2022, il deputato Vincent Descoeur (Les Républicains, eletto nel Cantal, territorio noto per la produzione di formaggi), insieme ad altri 46 parlamentari, ha chiesto di esentare i prodotti DOP e IGP dal Nutri-Score, giudicato “inadeguato” ed “estremamente penalizzante” per i formaggi, di cui “oltre il 90%” sarebbe classificato nelle categorie D o E. Nell’aprile 2025, una proposta analoga è stata presentata al Senato da Jean-Claude Anglars (senatore dell’Aveyron, territorio di produzione del Roquefort) e Jean-François Longeot (senatore del Doubs, territorio noto per numerosi formaggi e salumi DOP/IGP), per esentare a loro volta i prodotti DOP/IGP e Label Rouge, i prodotti agricoli locali, i prodotti non trasformati e le specialità tradizionali75.

I dati, tuttavia, smentiscono questo timore. Su 310 prodotti tradizionali analizzati dall’associazione di consumatori francese Que Choisir Ensemble, il 62% ottiene un punteggio A, B o C; le categorie D ed E riguardano soprattutto formaggi e salumi, ricchi di grassi saturi e sale76.

La Confédération Générale du Roquefort arriva persino a definire il Nutri-Score uno “strumento ingannevole”77. Ma non è solo perché un prodotto è tradizionale e fa parte del patrimonio gastronomico che si deve tacere sulla sua composizione nutrizionale.

Dietro questa battaglia dei piccoli produttori si nascondono tre grandi gruppi industriali (Lactalis, Savencia e Sodiaal), che da soli controllano oltre il 95% della produzione di Roquefort. Lactalis, il principale produttore mondiale di latticini, ne produce da solo quasi l’80%78. Inoltre, il presidente della Confédération générale des producteurs de lait de brebis et des industriels de Roquefort (CGPLBIR), Hugues Meaudre, che ha lanciato la campagna contro il Nutri-Score, non è altri che il direttore generale di Lactalis AOP & Terroirs79,80. Oltre al Roquefort, questi gruppi commercializzano anche numerosi altri formaggi, oltre a creme dessert che spesso ottengono una valutazione poco favorevole.

Questo argomento, basato sulla difesa del patrimonio gastronomico, viene perfino ripreso da alcuni ministri. Interrogata al Senato sull’“inadeguatezza” del Nutri-Score rispetto ai prodotti tradizionali, la ministra dell’Agricoltura Annie Genevard ha difeso il Roquefort, il Comté e “i pregiati salumi francesi”, elogiandone il carattere “straordinario”. Un intervento che alimenta la confusione tra la qualità gastronomica o legata al patrimonio e la qualità nutrizionale81.

Lo stesso argomento viene utilizzato contro Yuka a proposito dei nitriti. Il settore dei salumi fa leva sul legame con il territorio, ma anche sull’occupazione: eliminare i nitriti, sostiene, metterebbe a rischio i piccoli produttori, che non sarebbero in grado di sostenere i costi necessari per riformulare i prodotti82. Ma anche in questo caso, l’immagine dell’artigiano regge male alla prova dei fatti: nel 2023, il 4% delle aziende del settore realizza il 45% del fatturato. E nella grande distribuzione, i marchi dei distributori, Herta e Fleury Michon rappresentano da soli quasi i tre quarti delle vendite83.

Fare leva sulla paura del botulismo

Il settore dei salumi non si limita a fare leva sul legame con il territorio e sull’occupazione: nel dibattito sui nitriti, punta anche sulla paura del botulismo. Yuka segnala i nitriti per il rischio di cancro a essi associato, poiché questi additivi ingeriti sono classificati come “probabilmente cancerogeni” (gruppo 2A) dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro84. Anziché controbattere sul tema, la lobby dei salumi sposta l’attenzione su un pericolo completamente diverso, di natura microbiologica: il ruolo protettivo dei nitriti contro il botulismo e la salmonellosi. In questo modo, si smette di parlare dei rischi legati ai nitriti per concentrarsi sulla loro funzione protettiva. La FICT ha fatto di questo argomento persino un elemento cardine della propria comunicazione, creando un sito dedicato, info-nitrites.fr, nel quale il botulismo occupa un posto centrale85,86. Il presidente della FICT, Bernard Vallat, riassume così la sua posizione di fronte alla stampa: “esiste un rischio sanitario che l’app non prende in considerazione”87. Eppure, i casi di botulismo alimentare registrati in Francia negli ultimi anni sono prevalentemente legati a salumi e carni lavorate preparati in ambito familiare o artigianale, e non a prodotti industriali controllati88. Evocando il botulismo, una malattia grave ma molto rara, il settore dei salumi finisce così per non affrontare la questione dei rischi cancerogeni associati ai nitriti che aggiunge ai propri prodotti.

Tattica 5: Moltiplicare i procedimenti per indebolire chi allerta

Alcuni oppositori non si limitano agli argomenti, ma passano direttamente alle vie legali. L’obiettivo non è soltanto vincere la causa, ma far gravare su chi allerta un rischio finanziario, giuridico e reputazionale abbastanza pesante da indebolirlo e distoglierlo dalla propria missione. È questo il principio alla base delle azioni legali di natura intimidatoria.

Una guerriglia giudiziaria contro Yuka

È uno degli episodi più significativi e più difficili della storia di Yuka89. A partire dal 2020, l’applicazione deve affrontare un’ondata di procedimenti giudiziari promossi dalla lobby francese dei salumi industriali, la FICT, che riunisce circa 300 aziende del settore, tra cui Herta, Fleury Michon, Aoste e Madrange.

La FICT passa all’attacco a nome dell’intero settore. A innescare l’offensiva è il fatto che Yuka assegni un punteggio molto basso a salumi e carni lavorate contenenti nitriti e rimandi a una petizione, lanciata insieme a Foodwatch e alla Ligue contre le cancer, che chiede il divieto di questi additivi90. La federazione diffida Yuka già nell’ottobre 2020, per poi citarla in giudizio nel gennaio 2021 davanti al Tribunale di commercio di Parigi, accusandola di pratiche commerciali sleali e ingannevoli e di denigrazione91.

Poi passano all’attacco anche due aziende aderenti alla federazione: ABC Industrie e Le Mont de la Coste, entrambe controllate da Antoine d’Espous, vicepresidente della FICT. I tre procedimenti sono affidati allo stesso studio legale92. CNon si tratta quindi di controversie indipendenti, ma di una strategia comune, presentata in tribunale come la difesa di “piccole imprese locali”.

A confermare che si trattasse di un’azione coordinata è la stessa magistratura. Nel novembre 2020, il comitato direttivo della FICT mette a disposizione delle aziende aderenti un modello di lettera di diffida da inviare a Yuka. Il risultato è eloquente: tredici aziende inviano una diffida identica e tre di loro arrivano fino a citare l’app in giudizio. In una sentenza dell’8 ottobre 2025, la Corte d’appello di Parigi rileva questa serie di lettere e citazioni in giudizio pressoché identiche e vi riconosce una “strategia identica e coordinata”, volta a mettere in difficoltà Yuka e a “far cessare qualsiasi campagna di informazione sui possibili rischi legati all’uso dei nitriti nei salumi e nelle carni lavorate”93.

La posta in gioco era alta dal punto di vista finanziario: nelle tre cause, le richieste di risarcimento danni superavano complessivamente 1,4 milioni di euro, a fronte di un utile netto annuo che, all’epoca, si aggirava intorno ai 20.000 euro. Alla fine, Yuka ha vinto in appello in tutti e tre i procedimenti.

Ma la battaglia è durata quasi tre anni ed è costata all’azienda circa 500.000 euro. Yuka ha resistito anche grazie ai suoi utenti, che hanno contribuito a una raccolta fondi per finanziare la sua difesa94.

La raccolta fondi lanciata da Yuka sulla piattaforma Leetchi dopo le condanne del 2021
ha raccolto quasi 400.000 euro grazie al contributo di circa 20.000 sostenitori,
consentendo all’applicazione di finanziare la propria difesa.

Il Nutri-Score sotto pressione

Il Nutri-Score non è un’azienda che si possa citare in giudizio, ma è comunque sottoposto a una forma simile di pressione intimidatoria. Nel giugno 2016, mentre il gruppo di ricerca di Serge Hercberg stava valutando l’efficacia del logo, l’ANIA e la grande distribuzione hanno scritto al ministro dell’Agricoltura, Stéphane Le Foll, per chiedergli di “porre fine” ai lavori del laboratorio del professor Hercberg. La lettera, datata 22 giugno 2016, è stata resa pubblica da Mediapart95,96. A volte l’intimidazione assume forme ancora più dirette. Durante un dibattito pubblico, Serge Hercberg, allora presidente del PNNS, Programma nazionale francese per la nutrizione e la salute, racconta di essere stato minacciato dall’allora presidente dell’ANIA: “Se continua a parlare di queste cose, chiamo il ministro e lei verrà immediatamente sollevato dall’incarico”.

Più recentemente, un’azienda del settore ha contestato il Nutri-score davanti alla giustizia. Nel marzo 2025, la Francia ha adottato con un decreto una versione aggiornata del Nutri-Score, il cui algoritmo è stato rivisto da un comitato scientifico europeo e che introduce criteri più severi per diversi prodotti, tra cui alcune bevande a base di latte. Lactalis, il principale produttore mondiale di latte e latticini e da tempo contrario al Nutri-Score, nel settembre 2025 ha impugnato quindi davanti al Consiglio di Stato il decreto e il principio stesso del Nutri-Score97. Il Consiglio di Stato ha respinto le argomentazioni di Lactalis che mettevano in dubbio la legittimità scientifica del Nutri-Score: secondo i giudici, nulla dimostra che il Nutri-Score “non sia obiettivo, abbia carattere discriminatorio o possa indurre il consumatore in errore”. Su una questione di diritto, tuttavia, il Consiglio di Stato rinvia il procedimento alla Corte di giustizia dell’Unione europea, chiamandola a pronunciarsi sulla compatibilità del logo con alcune disposizioni del regolamento europeo del 2011, noto come regolamento “INCO”, relativo all’informazione dei consumatori98.

La questione va ben oltre il caso Lactalis: la Corte di giustizia dell’Unione europea dovrà stabilire se uno Stato possa raccomandare un sistema di etichettatura nutrizionale semplificato e a colori. Se la risposta sarà negativa, il Nutri-Score rischierebbe di perdere la propria base giuridica.

Uno strumento riconosciuto a livello mondiale

Questa strategia giudiziaria non è affatto un fenomeno circoscritto alla Francia: si ritrova in diversi Paesi ed è stata documentata, tra l’altro, da una rassegna pubblicata su The Lancet nel 2025. In Messico, dopo l’introduzione nel 2020 di un sistema di etichettatura con avvertenze (contrassegni neri che segnalano un eccesso di zuccheri, sale o grassi saturi), l’industria ha presentato decine di ricorsi per incostituzionalità, promossi da gruppi come Coca-Cola e Bimbo99. Nel 2024, la Corte Suprema del Messico ha respinto i ricorsi e confermato la validità del sistema di etichettatura100.

Bernard Vallat: lo stesso uomo dietro gli attacchi al Nutri-Score e a Yuka

Bernard Vallat
© Bloomberg / Getty Images

La figura di Bernard Vallat collega le due vicende. Il suo percorso mostra come gli attacchi al Nutri-Score e a Yuka non siano battaglie separate, ma provengano dallo stesso ambiente. Ex alto funzionario del Ministero dell’Agricoltura, Vallat presiede il Consiglio nazionale dell’alimentazione dal 2009 al 2016 e nel 2015 firma una lettera ostile al Nutri-Score, a nome di questo organismo pubblico, senza averne consultato i membri. Diventa poi presidente della FICT (2017-2023), la federazione che nel 2020 porta Yuka in tribunale per la questione dei nitriti. Durante la sua audizione all’Assemblea nazionale, nel marzo 2020, ha riconosciuto che i nitriti sono responsabili di almeno 1.200 casi di tumore del colon-retto all’anno in Francia101.

Tattica 6: Alimentare il dubbio per screditare la scienza quando ostacola gli interessi economici

Un’altra strategia utilizzata quando la scienza risulta scomoda consiste nel confondere il dibattito producendo una sorta di “contro-scienza”. Non ci si limita quindi a confutare in modo semplicistico gli studi che risultano sgraditi, ma si producono altre ricerche che giungono a conclusioni favorevoli agli interessi dell’industria, dando così l’impressione che il dibattito sia ancora aperto. Spesso è sufficiente alimentare il dubbio: l’incertezza può indurre i decisori politici a prendere tempo e le persone a credere che “i pareri siano ancora discordanti”.

Una scienza su commissione contro il Nutri-Score

Uno studio pubblicato su BMJ Global Health nel 2023 ha analizzato 134 pubblicazioni riguardanti il Nutri-Score, evidenziando che uno studio finanziato dall’industria agroalimentare o i cui autori dichiaravano un conflitto di interessi aveva una probabilità 21 volte maggiore di esprimere una posizione sfavorevole al Nutri-Score102. Inoltre, alcuni dei lavori contrari al Nutri-Score non presentano dati nuovi. Si tratta piuttosto di articoli di opinione che rileggono in chiave critica studi già pubblicati. Non dimostrano nulla; contribuiscono soltanto ad alimentare il fronte del “contro”.

Lo stesso studio individua tre organizzazioni particolarmente coinvolte in questi finanziamenti: la Dutch Dairy Association, che riunisce le aziende dell’industria lattiero-casearia olandese, tra cui Lactalis attraverso la sua filiale Leerdammer; Federalimentare, la federazione italiana dell’industria alimentare, alla quale aderisce, tra le altre, Ferrero; e la Nutrition Foundation of Italy, sostenuta da diciotto aziende produttrici. Siamo ben lontani da un dibattito scientifico spontaneo: si tratta piuttosto di una contro-scienza sostenuta da interessi economici.

Come abbiamo visto nella tattica 2, la sperimentazione ufficiale incaricata di confrontare i diversi sistemi di etichettatura nutrizionale ha consentito all’industria di guadagnare tempo. Ma ha anche evidenziato l’influenza dell’industria stessa sulla ricerca scientifica: la supervisione del progetto non fu affidata a ricercatori indipendenti, bensì a un comitato ampiamente controllato dall’industria. Il comitato era copresieduto dal responsabile del Fondo francese per l’alimentazione e la salute, un organismo finanziato dai grandi gruppi dell’industria agroalimentare, e comprendeva rappresentanti dell’ANIA e della grande distribuzione. Serge Hercberg, ideatore del Nutri-Score, ne era invece stato escluso. Diversi ricercatori denunciarono la mancanza di imparzialità del comitato103. Dopo che la stampa rese pubblica la vicenda, nel 2016, il protocollo fu in parte modificato prima dell’avvio della sperimentazione. Quest’ultima confermò poi che il Nutri-Score era il sistema di etichettatura più efficace.

Un rapporto di comodo sui nitriti

La fabbrica del dubbio non ha sempre bisogno di numeri. Sui nitriti, è bastato un solo rapporto. Nel novembre 2020, l’Académie d’agriculture de France pubblica un rapporto secondo cui il legame tra nitriti e cancro non sarebbe formalmente dimostrato, sottolineando al contempo il loro ruolo protettivo contro il botulismo104. Ma l’Académie d’agriculture è una società scientifica dedicata all’agricoltura e all’alimentazione, senza una competenza specifica in oncologia: il suo nome può rassicurare, ma non ne fa un’autorità sanitaria. Il contenuto di questo rapporto è stato inoltre contestato. La commissione parlamentare incaricata di esaminare la questione dei nitriti ne ha messo in discussione l’imparzialità: diversi autori dello studio avevano legami con l’industria dei salumi e gli esperti consultati appartenevano in gran parte alla filiera dei salumi e della carne suina (come l’IFIP o la FICT); inoltre, nessun oncologo ha preso parte ai lavori105.

È però in tribunale che questo rapporto ha avuto il peso maggiore. Davanti ai primi giudici chiamati a pronunciarsi ad Aix-en-Provence, in seguito alla causa intentata dall’azienda di salumi ABC Industrie, alcuni degli studi internazionali citati da Yuka (numerosi, ma redatti in inglese e molto tecnici) sono stati esclusi. Al contrario, il rapporto dell’Académie d’agriculture de France, scritto in francese, relativamente breve e dall’aspetto ufficiale, è stato considerato una fonte con lo stesso livello di evidenza scientifica dei rapporti dell’ANSES o dell’EFSA106. Alimentare il dubbio consiste dunque anche nel produrre studi alternativi facili da contrapporre, tanto nei media quanto davanti a un giudice.

Finanziare il dubbio, una strategia mondiale

La strategia di alimentare il dubbio va ben oltre il Nutri-Score e Yuka: si tratta di una strategia globale dell’industria agroalimentare, largamente ispirata alle tecniche utilizzate in passato dalle lobby del tabacco e dell’alcol. Una revisione pubblicata su The Lancet nel 2025 lo conferma: gli studi scientifici sull’associazione tra bevande zuccherate e obesità avevano una probabilità cinque volte maggiore di non rilevare alcun legame tra i due quando erano finanziati dall’industria107

Il metodo non è nuovo. Negli anni Sessanta, l’industria dello zucchero finanziò segretamente alcuni ricercatori di Harvard affinché minimizzassero il legame tra zucchero e malattie cardiovascolari e spostassero l’attenzione sui grassi. La loro revisione, pubblicata nel 1967 senza indicare da chi fosse stata finanziata, influenzò per decenni le raccomandazioni nutrizionali. Il ruolo dell’industria venne reso pubblico soltanto nel 2016108.

Più recentemente, intorno al 2015, Coca-Cola finanziò il Global Energy Balance Network, una rete di ricercatori impegnata ad attribuire un ruolo centrale tra le cause dell’obesità all’attività fisica invece che all’alimentazione109. Nel 2015 il New York Times rivelò che dietro a questa rete c’era Coca-Cola, e il Global Energy Balance Network venne sciolto poco dopo.

Finanziare la ricerca per alimentare il dubbio è dunque, per l’industria, una strategia ampiamente collaudata.

Tattica 7: Trasformare lo Stato in uno strumento di lobbying

Esiste un livello estremo di lobbying: quello in cui uno Stato intero mette la propria diplomazia, le proprie leggi e persino la propria giustizia al servizio degli interessi dell’industria. L’Italia ne è diventata un esempio emblematico, al punto che alcuni ricercatori parlano di “lobbying di Stato”110. Poiché alcuni dei suoi prodotti più rappresentativi, come il parmigiano, il prosciutto di Parma e il gorgonzola, hanno ricevuto valutazioni negative, il governo italiano ha trasformato la difesa di questi prodotti in una vera e propria causa nazionale. L’Italia ha così applicato, su scala nazionale, tutte le tattiche descritte finora.

Fare campagna con gli argomenti delle lobby

Il primo fronte è quello interno, dove il dibattito è tutt’altro che spontaneo. Il gruppo di ricerca all’origine del Nutri-Score ha analizzato 93 articoli pubblicati dalla stampa italiana nel pieno della controversia, tra il 2019 e il 2020. Gli interlocutori più citati in questi articoli non sono medici, ricercatori o autorità sanitarie, ma due organizzazioni economiche: Coldiretti, la principale organizzazione sindacale degli agricoltori italiani, e Federalimentare, la federazione dell’industria alimentare italiana. I loro argomenti sono gli stessi, e sono tre: il Made in Italy sarebbe penalizzato; bisognerebbe valutare l’alimentazione nel suo complesso anziché giudicare ogni singolo prodotto; sarebbe preferibile educare il consumatore piuttosto che attribuire un punteggio ai prodotti. Esponenti politici e media li riprendono quasi parola per parola111.

Matteo Salvini è tra i primi a trasformare il Nutri-Score in un tema di campagna elettorale. Nel dicembre 2019, il leader della Lega, partito di estrema destra, è impegnato nella campagna elettorale in Emilia-Romagna, una delle regioni italiane più note per i suoi formaggi e salumi. In quell’occasione presenta l’etichetta nutrizionale come un’operazione di Bruxelles contro la dieta mediterranea e il Made in Italy112

La questione raggiunge poi i vertici dello Stato, accompagnata da errori piuttosto grossolani. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida diffonde infatti un manifesto che dovrebbe dimostrare come il Nutri-Score penalizzi i prodotti italiani e favorisca quelli ultraprocessati. Su otto esempi, però, sette sono sbagliati: la pasta viene classificata con una E, mentre in realtà è A; la Coca-Cola è indicata con una A, mentre ottiene una E; il vino viene presentato come un prodotto penalizzato, quando il Nutri-Score non si applica alle bevande alcoliche113.

Nel 2024, il governo di Giorgia Meloni si spinge ancora oltre: propone di modificare la Costituzione italiana. Il testo impegnerebbe lo Stato a tutelare i “prodotti simbolo dell’identità nazionale”, come il parmigiano e il prosciutto di Parma. Una revisione che lo stesso ministro dell’Agricoltura presenta come una barriera contro il Nutri-Score114.

Quanto alla difesa del territorio, c’è un’azienda che occupa una posizione particolare: la Ferrero, azienda produttrice della Nutella, classificata con una E dal Nutri-Score. Un esperto intervistato nello studio che abbiamo citato in precedenza descrive la Ferrero come il vero motore della coalizione anti-Nutri-Score, formata insieme a Federalimentare e Coldiretti. Questa alleanza ha lasciato una traccia concreta: un documento pubblicato a Bruxelles per opporsi all’idea stessa di attribuire un punteggio agli alimenti, redatto dall’istituto di ricerca Nomisma e finanziato dalla Ferrero115.

Seppellire l’etichetta europea proposta a Bruxelles

Il dibattito si sposta poi a Bruxelles. Nel 2020, la Commissione europea annuncia l’intenzione di introdurre un’unica etichetta nutrizionale, obbligatoria in tutta l’Unione europea. Il Nutri-Score, già adottato da diversi Paesi, appare come il principale candidato. Ma la reazione italiana non si fa attendere: nel settembre 2020, l’Italia e altri sei Paesi presentano ai ministri europei dell’Agricoltura un documento contrario alle etichette nutrizionali a colori116. La ministra italiana dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, sostiene in questo documento la necessità di un sistema che risparmi i prodotti a denominazione d’origine protetta e l’olio d’oliva.

La battaglia prosegue poi dietro le quinte, a Bruxelles. L’associazione Foodwatch e il Bureau européen des unions de consommateurs (BEUC) hanno ottenuto e pubblicato alcuni documenti interni della Commissione europea. Da questi documenti emerge che, nel 2022, i diplomatici italiani hanno tenuto una serie di incontri con la Commissione europea, affiancati da Federalimentare, la lobby dell’industria alimentare italiana117. Durante questi incontri, hanno sostenuto che il Nutri-Score “non si basa su solide evidenze scientifiche”. Alcuni degli argomenti avanzati sfiorano l’assurdo: secondo uno di essi, la cattiva valutazione dei prodotti a base di cacao avrebbe fatto diminuire le esportazioni dei Paesi produttori, provocando così un “aumento dell’immigrazione in Europa118. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la proposta di un’etichetta nutrizionale europea, attesa per la fine del 2022, non è mai stata presentata. E il progetto di introdurre un’etichetta obbligatoria a livello europeo è oggi in una fase di stallo119.

Imporre per decreto un’etichetta alternativa

Per contrastare il Nutri-Score a Bruxelles, l’Italia non può limitarsi a dire no: deve mettere sul tavolo un’alternativa. Il governo ricorre così a una tattica già utilizzata dall’industria (vedi tattica 2): creare un’etichetta alternativa, ma servendosi di uno strumento che nessuna organizzazione di categoria ha a disposizione: il decreto. Alla fine del 2020, quattro ministeri rendono così il NutrInform Battery l’etichetta nutrizionale ufficiale italiana, ancora prima della pubblicazione degli studi che avrebbero dovuto dimostrarne l’efficacia120.

Il NutrInform Battery, l’etichetta nutrizionale resa obbligatoria
per decreto dallo Stato italiano alla fine del 2020. Rappresentata sotto forma di batterie,
indica la percentuale del fabbisogno giornaliero apportata da una porzione
la cui dimensione è stabilita direttamente dai produttori.

Questa etichetta si presenta come una batteria del telefono. Non attribuisce né un punteggio né un colore, ma indica semplicemente l’apporto di calorie, grassi, zuccheri e sale di una porzione di prodotto, espresso come percentuale del fabbisogno giornaliero. Ci sono però due problemi: questi valori sono difficili da interpretare e la dimensione delle porzioni è stabilita direttamente dai produttori, a cui conviene ridurla per mostrare valori più favorevoli. Gli studi confermano che questa etichetta è meno comprensibile del Nutri-Score, anche per i consumatori italiani121. Ma la sua efficacia conta poco. Per l’Italia, il NutrInform Battery serve soprattutto come strumento nelle trattative europee: consente al Paese di sostenere che esiste un’alternativa al Nutri-Score. Sugli scaffali, invece, è stato adottato quasi esclusivamente da Ferrero. Per il resto, è rimasto pressoché invisibile. 

Mobilitare l’autorità garante della concorrenza

Persino l’autorità italiana garante della concorrenza, l’AGCM, viene mobilitata dalle lobby nella battaglia contro il Nutri-Score. Il 5 novembre 2021 apre sei procedimenti nello stesso giorno: cinque contro dei distributori, tra cui Carrefour, che riportavano il Nutri-Score sui prodotti venduti in Italia, e uno contro Yuka, lanciata in Italia l’anno precedente122. All’origine del procedimento contro l’applicazione c’è una segnalazione di Confagricoltura, una delle principali organizzazioni di rappresentanza delle imprese agricole, attiva anche nella tutela degli interessi delle filiere dei salumi e dei formaggi123.

Per Yuka, il procedimento si conclude nel luglio 2022 senza che venga accertata alcuna violazione; l’applicazione si impegna semplicemente a spiegare meglio il proprio metodo124. Per il Nutri-Score, invece, le conseguenze sono più rilevanti: Carrefour accetta di rimuovere l’etichetta dai prodotti italiani a denominazione protetta e dalle specialità gastronomiche vendute nel Paese125. Confagricoltura celebra la vittoria in un comunicato dal titolo eloquente: “Come abbiamo sconfitto il Nutri-Score”126.

Una campagna politica e mediatica contro Yuka

Nel marzo 2026, l’applicazione torna nel mirino. Mirco Carloni, deputato della Lega, presiede la Commissione Agricoltura della Camera dei deputati. Chiede pubblicamente al governo di intervenire contro un’applicazione “antiscientifica” che, a suo dire, minaccerebbe il Made in Italy127.

La stampa segue a ruota. Nel giro di dieci giorni, tre importanti quotidiani nazionali (Il Giornale, Il Sole 24 Ore e Libero), rilanciano l’iniziativa del deputato Carloni, riproponendo esattamente le stesse critiche contro Yuka e gli stessi esempi128-130. Il parmigiano, il prosciutto di Parma, la mortadella e l’aceto balsamico di Modena riceverebbero valutazioni negative nonostante la loro denominazione protetta. Inoltre, valutare i prodotti sulla base di 100 grammi sarebbe fuorviante per alimenti che vengono consumati in piccole quantità. Sul Sole 24 Ore, quotidiano economico di riferimento, il ministro dell’Agricoltura rincara la dose: l’algoritmo di Yuka sarebbe “completamente sbagliato”.

L’offensiva arriva infine al Parlamento europeo. Il 30 marzo 2026, l’eurodeputata Silvia Sardone, anch’essa esponente della Lega e da anni molto attiva nella battaglia contro il Nutri-Score, presenta un’interrogazione scritta alla Commissione europea, che è tenuta in linea di principio a rispondere ufficialmente. Chiede se siano state valutate le basi scientifiche delle applicazioni che attribuiscono un punteggio agli alimenti, se siano stati misurati i loro effetti sulla concorrenza e quali iniziative siano state adottate per “proteggere” i prodotti tradizionali che queste applicazioni penalizzerebbero. L’obiettivo è chiaro: spingere l’Unione europea a intervenire direttamente contro queste applicazioni131. E gli argomenti sono, parola per parola, quelli utilizzati contro il Nutri-Score fin dal 2019.

Conclusione

Dalla prima offensiva contro il Nutri-Score nel 2014 fino all’interrogazione scritta presentata al Parlamento europeo nel 2026, il repertorio delle lobby non è cambiato: screditare, confondere, agire nell’ombra, spostare il terreno del dibattito, portare la questione sul piano giudiziario, alimentare il dubbio, fino ad arrivare a mobilitare un intero Stato. Tattiche affinate prima dall’industria del tabacco e poi da quella dello zucchero, e che hanno un costo anche quando falliscono: tre anni di procedimenti giudiziari e quasi 500.000 euro per Yuka, mesi di ritardo per il Nutri-Score e un’etichetta nutrizionale europea ancora oggi in stallo. Per essere efficace, il lobbying non deve necessariamente vincere: gli basta guadagnare tempo.

Eppure, in sostanza, queste strategie hanno fallito, grazie alla solidità delle evidenze scientifiche e al sostegno dei cittadini. L’articolo nasce proprio con questo obiettivo: descrivere queste tattiche per imparare a riconoscerle. Perché conoscerle è già un primo passo per ridurne il potere.

Fonti

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  • ³³ Compte rendu du comité directeur de la FICT, 24 novembre 2020 (signé Bernard Vallat, président).
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  • ⁴⁹ Ministère de la Santé, « L’évaluation en conditions réelles d’achat des systèmes d’information nutritionnelle ». https://sante.gouv.fr/prevention-en-sante/preserver-sa-sante/nutrition/nutri-score/article/l-evaluation-en-conditions-reelles-d-achat-des-systemes-d-information
  • ⁵⁰ Le Monde, septembre 2016. https://www.lemonde.fr/planete/article/2016/09/17/etiquetage-nutritionnel-une-etude-malgre-les-critiques_4999278_3244.html
  • ⁵¹ Terre-net (avec AFP), septembre 2016. https://www.terre-net.fr/actualite-agricole/economie-social/article/etude-sur-l-etiquetage-nutritionnel-le-pdg-de-l-inserm-demissionne-202-120747.html
  • ⁵² Pourquoi Docteur, « Étiquetage nutritionnel : une pétition dénonce des conflits d'intérêts ». https://www.pourquoidocteur.fr/Articles/Question-d-actu/17969-Etiquetage-nutritionnel-une-petition-denoncent-des-conflits-d-interets
  • ⁵³ LSA, 2016. https://www.lsa-conso.fr/evaluation-des-quatre-systemes-d-etiquetage-nutritionnel-la-methode,244869
  • ⁵⁴ France Info. https://www.franceinfo.fr/sante/alimentation/systeme-u-lance-son-application-qui-scanne-les-etiquettes-des-aliments-sans-vous-dire-s-ils-sont-bons-ou-mauvais_2930963.html
  • ⁵⁵ FEBEA, communiqué du 20 novembre 2020. https://www.febea.fr/presse/la-febea-lance-claire-application-innovante-decrypter-ingredients-produits-cosmetiques
  • ⁵⁶ L’Usine Nouvelle, novembre 2020. https://www.usinenouvelle.com/editorial/face-a-yuka-l-industrie-cosmetique-lance-son-appli-claire-pour-rassurer-sur-ses-ingredients.N1030784
  • ⁵⁷ FCD, communiqué du 16 mars 2016. https://www.fcd.fr/qui-sommes-nous/actualites-de-la-fcd/detail/67-enseignes-commerce-distribution-devoilent-leur-systeme-etiquetage-nutritionnel-simplifie-baptise/
  • ⁵⁸ Process Alimentaire, 10 avril 2026. https://www.processalimentaire.com/flash-iaa/etiquetage-nutritionnel-le-systeme-sens-de-la-grande-distribution-reste-dans-la-course
  • ⁵⁹ Parlement européen (EPRS), Front-of-pack nutrition labelling, 2020. https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/BRIE/2020/652028/EPRS_BRI(2020)652028_EN.pdf
  • ⁶⁰ Foodwatch, communiqué du 29 septembre 2021. https://www.foodwatch.org/fr/communiques-de-presse/2021/foodwatch-en-action-a-bruxelles-pour-denoncer-le-lobbying-de-fooddrinkeurope-oppose-au-nutri-score
  • ⁶¹ Réussir Lait, « Produits laitiers : le Cniel demande à faire évoluer le Nutri-Score ». https://www.reussir.fr/lait/produits-laitiers-le-cniel-demande-faire-evoluer-le-nutri-score
  • ⁶² Sénat, question écrite n° 22708, mai 2021. https://www.senat.fr/questions/base/2021/qSEQ210522708.html
  • ⁶³ Euranet Plus, « EU Nutri-Score labelling: An unpalatable option? », novembre 2020. https://euranetplus-inside.eu/eu-nutri-score-labelling-an-unpalatable-option/
  • ⁶⁴ Fiche HATVP de la FICT. https://www.hatvp.fr/fiche-organisation/?organisation=784357725
  • ⁶⁵ FIAB, février 2020. https://fiab.es/autocontrol-da-la-razon-a-fiab-en-su-reclamacion-contra-la-publicidad-de-yuka/
  • ⁶⁶ https://fiab.es/autocontrol-da-la-razon-a-fiab-en-su-reclamacion-contra-la-publicidad-de-yuka/
  • ⁶⁷ Profil et mandats de Javier López Zafra, Legal500. https://www.legal500.com/gc-powerlist/iberia-2018/javier-lopez-zafra/
  • ⁶⁸ Institut Rousseau, janvier 2026. https://institut-rousseau.fr/publications/lobbying-agroalimentaire-nutri-score
  • ⁶⁹ Lettre du CNA (Bernard Vallat) à Marisol Touraine, 20 mai 2015. https://yuka.d.pr/f/CIoPcg
  • ⁷⁰ Serge Hercberg, Mange et tais-toi, HumenSciences, 2022.
  • ⁷¹ Mail interne ANIA, propositions d’amendements sur les articles 4 et 5, mars 2015. https://yuka.d.pr/f/QGAbwS
  • ⁷² Cash Investigation, France 2, septembre 2016.
  • ⁷³ Avis du CNC, BOCCRF n° 2 du 5 février 2024. https://www.economie.gouv.fr/files/files/directions_services/dgccrf/boccrf/2024/BOCCRF-n2-05022024.pdf
  • ⁷⁴ Assemblée nationale, proposition de loi n° 650, décembre 2022. https://www.assemblee-nationale.fr/dyn/16/textes/l16b0650_proposition-loi.pdf
  • ⁷⁵ Sénat, proposition de loi n° 505, avril 2025. https://www.senat.fr/leg/exposes-des-motifs/ppl24-505-expose.html
  • ⁷⁶ UFC-Que Choisir, mai 2022. https://www.quechoisir.org/action-ufc-que-choisir-enquete-de-l-ufc-que-choisir-sur-les-aliments-traditionnels-le-nutri-score-meilleure-illustration-de-la-qualite-nutritionnelle-de-notre-patrimoine-culinaire-n100652/
  • ⁷⁷ Midi Libre, novembre 2024. https://www.midilibre.fr/2024/11/15/il-faut-arreter-avec-cet-outil-mensonger-face-au-nouveau-nutri-score-europeen-la-filiere-roquefort-ne-decolere-pas-12323222.php
  • ⁷⁸ Le Monde, juin 2025. https://www.lemonde.fr/economie/article/2025/06/07/derriere-les-100-ans-de-l-appellation-roquefort-la-mainmise-de-l-agro-industrie-et-une-erosion-des-ventes_6610954_3234.html?search-type=classic&ise_click_rank=1 l
  • ⁷⁹ Confédération générale de Roquefort, rapport d’activité 2023. https://www.roquefort.fr/wp-content/uploads/2024/07/CGR_RA2023_numerique_DEF.pdf
  • ⁸⁰ Web-agri (AFP), novembre 2022. https://www.web-agri.fr/politique-et-economie/article/222767/a-roquefort-un-fromage-ancestral-dans-l-oeil-de-l-agro-industrie
  • ⁸¹ Blog Nutri-Score, mars 2025. https://nutriscore.blog/2025/03/06/pour-la-ministre-de-lagriculture-les-aliments-quelle-considere-remarquables-ne-doivent-pas-etre-mal-classes-par-le-nutri-score-debunking/
  • ⁸² FICT, « Nitrites et charcuterie : où en est-on ? », octobre 2024. https://www.fict.fr/wp-content/uploads/2025/02/informations-nitrites.pdf
  • ⁸³ BASIC, étude sur la filière porc et charcuterie, octobre 2025. https://basic.coop/v2/content/uploads/2025/10/BASIC_Etude-Filiere-Porc_Rapport-Recherche_6-octobre-2025.pdf
  • ⁸⁴ CIRC, monographie vol. 94, 2010. https://publications.iarc.fr/Book-And-Report-Series/Iarc-Monographs-On-The-Identification-Of-Carcinogenic-Hazards-To-Humans/Ingested-Nitrate-And-Nitrite-And-Cyanobacterial-Peptide-Toxins-2010
  • ⁸⁵ La France Agricole, janvier 2022. https://www.lafranceagricole.fr/elevage/article/768600/les-industriels-de-la-charcuterie-saluent-le-vote-sur-les-nitrites
  • ⁸⁶ FICT, site info-nitrites.fr. https://info-nitrites.fr/ ; FICT, « Nitrites et charcuterie : où en est-on ? », octobre 2024. https://www.fict.fr/wp-content/uploads/2025/02/informations-nitrites.pdf
  • ⁸⁷ L’Usine Nouvelle, octobre 2020. https://www.usinenouvelle.com/editorial/les-industriels-de-la-charcuterie-en-guerre-contre-yuka.N1033334
  • ⁸⁸ Santé publique France, surveillance du botulisme. https://www.santepubliquefrance.fr/maladies-et-traumatismes/maladies-infectieuses-d-origine-alimentaire/botulisme
  • ⁸⁹ Vakita, vidéo « Yuka : comment le lobby de la charcuterie a failli avoir la peau de l’appli ». https://www.youtube.com/watch?v=XGsEtM2sde8
  • ⁹⁰ Foodwatch, pétition « Stop aux nitrites ajoutés dans notre alimentation ». https://www.foodwatch.org/fr/sinformer/nos-campagnes/alimentation-et-sante/additifs/petition-stop-aux-nitrites-ajoutes-dans-notre-alimentation
  • ⁹¹ Tribunal de commerce de Paris, jugement du 25 mai 2021. https://www.legalis.net/jurisprudences/tribunal-de-commerce-de-paris-1ere-ch-jugement-du-25-mai-2021/
  • ⁹² Marianne, juillet 2021. https://www.marianne.net/societe/sante/lobby-charcutier-vs-application-yuka-troisieme-round-judiciaire-a-aix-cette-fois-ci
  • ⁹³ Cour d’appel de Paris, arrêt du 8 octobre 2025. https://www.doctrine.fr/d/CA/Paris/2025/CAP4C71A4E569883A5D056B
  • ⁹⁴ Sud Ouest. https://www.sudouest.fr/economie/conso-distribution/nitrites-dans-les-charcuteries-condamnee-yuka-poursuit-son-combat-avec-une-cagnotte-en-ligne-6403739.php
  • ⁹⁵ Lettre ANIA-FCD à Stéphane Le Foll - 22 juin 2016. https://yuka.d.pr/f/Zrjdq7
  • ⁹⁶ Mediapart, septembre 2016. https://www.mediapart.fr/journal/economie/160916/des-chercheurs-pris-pour-cible-par-le-lobby-agroalimentaire
  • ⁹⁷ RSE Magazine, juin 2026. https://www.rse-magazine.com/nutri-score-lactalis-attaque-les-geants-reculent-le-modele-vacille/
  • ⁹⁸ Agri Mutuel (AFP), juin 2026. https://www.agri-mutuel.com/politique-economie/la-cour-de-justice-europeenne-va-se-pencher-sur-le-nutri-score-apres-une-requete-de-lactalis/
  • ⁹⁹ Baker P. et al., The Lancet, 2025. https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(25)01567-3/fulltext
  • ¹⁰⁰ The Advocacy Incubator, mai 2024. https://www.advocacyincubator.org/news/2024-05-13-the-mexican-supreme-court-of-justice-confirmed-the-constitutionality-of-front-of-package-warning-labeling-regulations
  • ¹⁰¹ Assemblée nationale, rapport d’information n° 3731 sur les sels nitrités, janvier 2021. https://www.assemblee-nationale.fr/dyn/15/rapports/cion-eco/l15b3731_rapport-information.pdf
  • ¹⁰² Besançon S. et al., BMJ Global Health, 2023. https://gh.bmj.com/content/8/5/e011720
  • ¹⁰³ Le Monde, juillet 2016. https://www.lemonde.fr/planete/article/2016/07/08/intoxication-agroalimentaire-au-ministere-de-la-sante_4966213_3244.html
  • ¹⁰⁴ Académie d’agriculture de France, rapport sur les additifs nitrés et les cancers colorectaux, novembre 2020. https://www.academie-agriculture.fr/publications/publications-academie/avis/rapport-du-groupe-de-travail-impacts-sur-les-cancers
  • ¹⁰⁵ Assemblée nationale, rapport d’information n° 3731 sur les sels nitrités, janvier 2021. https://www.assemblee-nationale.fr/dyn/15/rapports/cion-eco/l15b3731_rapport-information.pdf
  • ¹⁰⁶ Jugement du tribunal de commerce d'Aix-en-Provence, 13 septembre 2021. https://yuka.d.pr/f/vBJWbg
  • ¹⁰⁷ Baker P. et al., The Lancet, 2025. https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(25)01567-3/fulltext
  • ¹⁰⁸ Kearns C.E. et al., JAMA Internal Medicine, 2016. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5099084/
  • ¹⁰⁹ The New York Times, août 2015. https://archive.nytimes.com/well.blogs.nytimes.com/2015/08/09/coca-cola-funds-scientists-who-shift-blame-for-obesity-away-from-bad-diets/
  • ¹¹⁰ Fialon M. et al., International Journal of Health Policy and Management, 2022. https://doi.org/10.34172/ijhpm.2022.6127
  • ¹¹¹ Fialon M., Julia C. et al., International Journal of Health Policy and Management, 2022. https://www.ijhpm.com/article_4196.html
  • ¹¹² Blog Nutri-Score, décembre 2019. https://nutriscore.blog/2019/12/16/non-a-linstrumentalisation-politique-du-nutri-score-en-italie-par-monsieur-matteo-salvini-1-non-au-deni-de-la-science-et-de-la-sante-publique/
  • ¹¹³ Il Fatto Alimentare, mars 2023. https://ilfattoalimentare.it/nutri-score-ministro-lollobrigida-fake-news.html
  • ¹¹⁴ Il Fatto Alimentare, mai 2024. https://ilfattoalimentare.it/sovranita-alimentare-costituzione-nutri-score.html
  • ¹¹⁵ Great Italian Food Trade. https://www.greatitalianfoodtrade.it/fr/%C3%89tiquettes/nutriscore-ferrero-et-coldiretti-contre-tout-le-monde/
  • ¹¹⁶ Euractiv, septembre 2020. https://www.euractiv.fr/section/alimentation/news/sept-pays-de-lue-sopposent-au-systeme-detiquetage-des-aliments-nutri-score/
  • ¹¹⁷ BEUC, octobre 2023. https://blog.beuc.eu/food-label-ambush-how-intense-industry-lobbying-halted-eu-plans/
  • ¹¹⁸ Foodwatch, « Nutri-Score papers », 2024. https://www.foodwatch.org/fr/actualites/2024/nutri-score-papers-revelations-de-foodwatch-sur-les-agissements-des-lobbies-a-la-commission-europeenne
  • ¹¹⁹ Mediapart, décembre 2023. https://www.mediapart.fr/journal/international/301223/le-gastro-nationalisme-italien-met-un-coup-d-arret-au-nutri-score-en-europe
  • ¹²⁰ Ministère italien de la Santé, présentation du NutrInform Battery. https://www.salute.gov.it/new/it/tema/nutrizione/nutrinform-battery/
  • ¹²¹ Étude comparative Nutri-Score / NutrInform Battery, Nutrients, 2022. https://www.mdpi.com/2072-6643/14/17/3511
  • ¹²² AGCM, communiqué du 22 novembre 2021. https://www.agcm.it/media/comunicati-stampa/2021/11/PS12131-PS12183-PS12184-PS12185-PS12186-PS12187
  • ¹²³ AGCM, décision d’ouverture de la procédure PS12184, 5 novembre 2021, sur signalement de Confagricoltura du 27 juillet 2021 ; document en possession des auteurs.
  • ¹²⁴ AGCM, décision n° 30237, 25 juillet 2022. https://www.agcm.it/dotcmsdoc/bollettini/2022/28-22.pdf
  • ¹²⁵ Great Italian Food Trade, 2022. https://www.greatitalianfoodtrade.it/en/etichette/nutriscore-nessuna-condanna-di-carrefour-gs-interdis-dallantitrust/
  • ¹²⁶ Alimentando, 2022. https://www.alimentando.info/confagricoltura-come-abbiamo-sconfitto-il-nutriscore/
  • ¹²⁷ Communiqué de Mirco Carloni, 13 mars 2026 (Agenparl). https://agenparl.eu/2026/03/13/made-in-italy-mirco-carloni-lega-app-francese-yuka-minaccia-agroalimentare-italiano-depositata-interrogazione/
  • ¹²⁸ Il Giornale, mars 2026. https://www.ilgiornale.it/news/interni/made-italy-mirco-carloni-app-francese-yuka-minaccia-2638008.html
  • ¹²⁹ Il Sole 24 Ore, mars 2026. https://www.ilsole24ore.com/art/l-app-yuka-come-nutriscore-penalizza-l-agroalimentare-italiano-AIynzfzB
  • ¹³⁰ Libero, mars 2026. https://www.liberoquotidiano.it/news/scienze-tech/alimentazione-e-benessere/46930825/yuka-app-spesa-salutare-mortifica-cibi-made-italy/
  • ¹³¹ Question écrite de Silvia Sardone à la Commission européenne, 30 mars 2026. https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/P-10-2026-001322_EN.html

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420 commenti

  1. carla

    innanzitutto grazie per il vostro impegno e la vostra costanza .Non mollate e se avete bisogno di sostegno
    io ci sono

    Rispondi
  2. Alessandro

    Buon giorno. Infinite grazie per l’enorme lavoro e la resilienza, nonostante la grande pressione prodotta dalle lobby dell’Industria alimentare. Come tanti, anch’io continuerò a sostenervi. Grazie.

    Rispondi
  3. Nicola

    Yuka ormai è la mia compagna di quando vado a fare spesa.
    non c’è alcun articolo che acquisto senza prima controllare la vostra valutazione e i vari ingredinete del prodotto E’ vero, impiego più tempo m vuoi mettere portare a casa più qualità e salute.
    Grazie per il lavoro che svolgete, so che è dura, difficile e impegnativo ma vi prego continuate in queto lavoro. Vi sostengo più che mai, continuiamo a lottare contro queste lobby rovinose pe rla nostra salute

    Rispondi
  4. A LosAngeles

    Grazie a voi quando faccio la spesa mi permette di scegliere per la nostra salute e questo permette di essere cittadini più sani e di incidere meno anche anche sulle finanze della sanità. Non bisogna essere delle cime come acquisitori per capire che la salute non si baratta mai per nessun motivo al mondo. Grazie di cuore a voi 🙏🏻👌👏🏻

    Rispondi
  5. Mauro

    Grazie per tutto quello che state facendo per noi consumatori.

    Rispondi
  6. Paola

    Dalla vostra parte!

    Rispondi
  7. Martine Neau

    Yuka per me è indispensabile per fare le mie scelte… Riguardando la mia spesa alimentare. Grazie mille…
    Vi sostengo.. dobbiamo lottare contro le lobby distruttive

    Rispondi
  8. Elisabetta

    Grazie, molto interessante avere queste informazioni . Il vostro impegno è fondamentale. Vi seguo da anni e credo fermamente nel vostro lavoro. La vostra App mi permette di fare sempre le scelte giuste per la spesa e la mia salute. Grazie

    Rispondi
  9. Fabrizio

    Uso yuka da molto tempo oramai con grande soddisfazione.
    Grazie per ciò che fate, grazie per condividere le tecniche che le lobby dell’ultra processato mettono in campo per contrastare la corretta consapevolezza sui cibi che ingeriamo.

    Rispondi
  10. Maria pia

    Grazie per il vostro impegno e mission. Io uso yuka ogni volta che devo acquistare e ne sono rassicurata. Non mollate!!!

    Rispondi
  11. adri

    Dalla vostra parte. Grazie e chapeau!

    Rispondi
  12. Paola

    grazie per la vostra tenacia ed il vostro impegno ! resistete!

    Rispondi
  13. Angela

    Ho conosciuto Yuka tramite una trasmissione televisiva “report”.
    Da allora la uso giornalmente.
    Yuka sono con voi, grazie per il vostro impegno

    Rispondi
  14. Loretta

    Da qualche tempo, e sempre di più, all’interno di vari negozi (profumerie, farmacie, erboristerie, alimentari), il telefono perde immediatamente il segnale e Yuka non funziona più. Se è quello che penso, dovreste offrire gratuitamente la modalità offline.

    Rispondi
  15. Antonio valenti

    Grazie per l’impegno che mettete nel cercare di difendere le persone, ,purtroppo le grandi multinazionali del cibo guardano solo i propri interessi, noi persone normali siamo solo numeri.

    Rispondi
  16. Paolo

    Molto interessante, grazie del vostro e nostro impegno per un alimentazione piu consapevole e sana. Riflettiamoci anche dal punto di vista politico…..

    Rispondi
  17. luisa

    Grazie per le informazioni utili e premio il vostro impegno .
    I miei acquisti sono più consapevoli eliminando i prodotti nocivi grazie a yucca. Avanti tutta siamo in tanti.

    Rispondi
  18. Isabella

    Interessante tutto cio che ho letto.Sapevo da anni che i nitriti,soprattutto negli insaccati provocava sia il cancro che il diabete.In campoalimentare,fidarsi è male,nn fidarsi è bene,nn fidarsi affatto è meglio.Ringrazio yuca per avermi aiutato a capire bene cosa mettevo nella borsa della spesa.Gia io ero una molto attenta alla salute,poi da40 anni ho sempre comprato giornali sulla salute per capirci sempre di più, nn conosco Nutri Score mi documentero,ma Yuca nn finirò mai di ringraziarla.Alcuni anni fa,andai dai NAS aMilano per un reclamo accolto avevo ragione,la ditta si scuso inviandomi un regalo.Andate avanti l’onestà vince sempre.

    Rispondi
  19. yanci

    Non mollare !!! la uso moltissimo, grazie infinite

    Rispondi
  20. Claudia

    Grazie infinite per il vostro continuo impegno e per l’aiuto che ci date per renderci piu’ consapevoli

    Rispondi
  21. Maria Teresa

    Non mollate!!!!! Da quando uso Yuka ho acquistato più consapevolezza nel fare la spesa. Grazie per tutto ciò che fate!!!

    Rispondi
  22. Fabrizio

    Sono stato deriso dalla diabetologa quando le ho mostrato che utilizzo Yuka per selezionare i prodotti che acquisto. Questo mi ha fatto comprendere che l’ignoranza alimentare è regola anche da parte di chi dovrebbe considerarla variabile primaria assoluta. ~ Yuka negli scaffali sempre !

    Rispondi
  23. Laura

    Purtroppo su più fronti si ripetono queste situazioni: prodotti provati effettivamente come dannosi (non solo alimentari, vedi antiparassitari animali, o miracolosi farmaci contro il diabete venduti come “dimagranti”) i cui produttori cercano, e spesso trovano, il modo per farla franca e continuare a commercializzarli, tentando di screditare chi vuole invece far emergere la verità. E questo facendo leva sull’ignoranza di tante persone e a scapito dei consumatori.
    Fortunatamente sempre più persone scelgono alimenti sani e biologici, e sono più consapevoli nelle loro scelte d’acquisto.

    Rispondi
  24. Silvia

    Grazie davvero anche per le generazioni future! Non siete soli nella vostra battaglia.

    Rispondi
  25. Mara

    Da anni uso Yuca e sempre ne ho ricavato soddisfazione. Grazie del lavoro che fate a difesa di noi consumatori e alla diffusione di una consapevolezza alimentare.

    Rispondi
  26. Ferdinando

    Grazie per il vostro prezioso lavoro a difesa del consumatore e della sua salute
    Veramente squallido il comportamento delle lobby agroalimentari che puntano cinicamente ed esclusivamente al mero profitto .

    Rispondi
  27. emanuela

    grazie a voi ho imparato ad avere più consapevolezza del cibo che compero e ho migliorato il mio stile di vita

    Rispondi
  28. Elena

    In questi anni, grazie a Yuka, ho potuto comprendere al meglio l’importanza dell’alimentazione. La salute è un bene prezioso per l’essere umano. Le industrie alimentari (e non solo), dovrebbero puntare sul miglioramento della qualità del loro prodotto. Questa è la strategia più vincente.

    Rispondi
  29. Claudio

    messaggio a chi vuole essere di Giusto peso e in salute: non importa aderire a programmi alimentari tipo: “mi piace così” che non nutre tutti al solito modo basandosi sul peso, usate Yuka e imparate a scegliere.

    Rispondi
  30. Palmira

    Grazie di esistere!

    Rispondi
  31. Dina Di Muzio

    Il vostro non è un approccio semplicistico,ma informazione corretta a favore della salute di noi consumatori.Sono basita….

    Rispondi
  32. FRANCO

    innanzitutto grazie per quello che fate. poi va detto che siete in buona conpagnia come greenpeace ed altre organizzazioni similari che subiscono lo stesso trattamento con azioni legali per destabilizzarvi. il problema è a bruxelles dove tutti sappiamo che le lobby (non solo agroalimentari) posssono entrare nel parlamento ed esercitare pressioni o leggi su misura contro i piccoli e a favore delle multinazionali . il tutto a discapito della salute e della qualità……..
    RESISTETE

    Rispondi
    1. Elisa

      grazie Franco, sono della tua stessa opinione

      Rispondi
    2. Violeta

      Grazie di esistere

      Rispondi
  33. Adriana

    In questi anni ho apprezzato tantissimo il lavoro che state facendo. Grazie a voi ho iniziato ad acquistare con consapevolezza. Non mollate. La vostra integrità ed indipendenza sono encomiabili.

    2
    Rispondi
  34. Filippo

    C’è ancora speranza… quando sento che ci sono persone come voi, integerrime e decise a restare tali, mi consolo.
    Grazie per quel che fate, spero lo farete ancora per molto tempo!

    1
    Rispondi
  35. Marcello

    Fantastico lavoro. E una menzione di onore speciale per non aver concluso (come fanno tante o praticamente tutte) la campagna con una richiesta fondi. Da quello che ho inteso le raccolte fondi eventuali sono mirate ad una specifica difesa. La vostra indipendenza e solidità morale è encomiabile. Complimenti

    Rispondi
  36. Carla

    Siete fondamentali, noi continueremo a seguirvi, grazie per tutto quello che fate.

    Rispondi
  37. umberto

    Continuate con il vostro importante lavoro senza farvi intimidire

    Rispondi
  38. Claudio

    un’ottima rassegna, perché precisa e circostanziata, delle posizioni in campo e degli interessi e delle condotte che le sostengono

    Rispondi
  39. Liliana

    Per favore continuate con il vostro lavoro e noi continueremo a seguirvi con fiducia.
    Nessun credito alle lobby!

    Rispondi
  40. Franco

    Resistete nella lotta contro le lobby!!
    Grazie

    Rispondi
  41. Neville

    Grazie a tutti voi. Uso Yuka da molti mesi e non posso farne a meno in questo settore dove la salute dei consumatori non interessa minimamente alle lobby.

    Rispondi
  42. Cristina

    Io non faccio mai la spesa senza Yuka.
    Non mi fido più dell’industria alimentare e cosmetica. Inoltre, a volte si scopre che la marca più cara e più blasonata non è la migliore
    Grazie per il vostro lavoro prezioso.

    Rispondi
  43. Mariantonietta

    Ho conosciuto questa applicazione da un mio caro amico, si parlava di reflusso che ho da parecchio tempo e confrontando i prodotti che usavo ho capito cosa sbagliavo nella mia quotidianità, non tolleravo diversi conservanti. No agli ultraprocessati no agli allevamenti intensivi . Continuate così la verità vince sempre!

    Rispondi
  44. Alessandro

    Uso da alcuni mesi l’applicazione e la trovo molto utile. Tra l’altro è utile perché permette di scegliere tra la stessa tipologia di prodotto quello più sano. Ad esempio per i sughi di pesto pronti ho scoperto che alcune volte, indipendentemente dal prezzo, ci sono prodotti con molto sale o altri ingredienti non estremamente salutari e altri con una composizione decisamente migliore. Tra l’altro alcune volte anche prodotti economici hanno dal punto di vista nutrizionale una composizione migliore rispetto ad alcuni premium. Tuttavia non per questo non mangio più alimenti considerati scarsi, come ad esempio formaggi, ma li mangio in maniera più conscia, limitandoli. Yuka va semplicemente considerata come una app che fornisce supporto ai consumatori e non un giudice, deve essere il singolo che poi fa le sue scelte. Chiunque combatte app come Yuka o il Nutriscore è un ipocrita.

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    Rispondi
  45. Maria Pia

    Siete da Premio Nobel per la difesa della Natura e della Natura Umana.
    Grazie infinite

    Rispondi
  46. RENZO

    Utilizzo l’applicazione da molto tempo e questo articolo non fa che rafforzare la mia convinzione. Grazie per il lavoro che svolgete. Tenete duro e continuate così!!

    Rispondi
  47. Lorena

    Purtroppo nel mondo odierno chi la fa da padrone è la legge del guadagno e non la salvaguardia della salute.
    Io mi fido del vostro giudizio e continuerò ad usare Yuka per i miei acquisti.
    Grazie

    Rispondi
  48. gloria

    Grazie per l impegno e le battaglie che dovete affrontare per tutelare noi consumatori

    Rispondi
  49. Eddy

    Grazie non mollate!!!

    Rispondi
  50. Lelia Ada Noemi Ghilardotti

    Non è incredibile questa terribile vicenda , la tattica oggi è confondere, puntare su chi svela quello che non va in questo caso per potere vendere. Ma noi abbiamo VOI e voi avete NOI che uniti possiamo aiutarvi. Grazie, forza,grazie.

    Rispondi
  51. Sara

    Resto con Voi! e Vi ringrazio!

    Rispondi
  52. Stefano

    Grazie per il vostro impegno nel salvaguardare i comuni cittadini.
    Però è triste pensare che il dio denaro toglie ogni buon senso.

    Rispondi
  53. Liliane Annie Savorgnani

    Io mi fido del vostro giudizio , non faccio mai la spesa senza Yuka , è diventata un’abitudine perche non mi fido invece dell’industria alimentare soprattutto di certi prodotti e marche . Grazie per il vostro lavoro prezioso.

    Rispondi
  54. Roberto

    Grazie per il vostro coretto impegno in difesa della salute dei consumatori. Dalla vostra lunga esperienza si comprende come per la maggior parte delle imprese alimentari la priorità sono gli affari e non la salute.

    Rispondi
  55. Donatella Fontolan

    Resistere resistere resistere
    Grazie per tutto quello che state facendo

    Rispondi
  56. Daniela

    Da anni seguo yuka,piena fiducia,facile da consultare

    Rispondi
  57. Francesco

    Grande yuka!L’industria alimentari pur di guadagnare ci vogliono avvelenare.

    Rispondi
  58. Angelo Zamperoni

    Resistere Resistere Resistere agli attacchi delle lobby!
    Chi non si vuole avvelenare trova un valido aiuto da Yuka e dalle etichette.

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    Rispondi
  59. Alberto Saracchi

    io lo uso con fiducia

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  60. gilda

    le vostre informazioni sono molto chiare ed utili.
    Mi fido del vostro giudizio

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    Rispondi
  61. Nives Cutaia

    Ho grande fiducia in voi e nelle vostre
    informazioni, non ho mai creduto agli
    squali delle lobbies perciò andate avanti a testa alta nel vostro importantissimo lavoro,io continuerò a sostenervi e a ringraziarvi per il vostro
    encomiabile impegno.

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    Rispondi
  62. Milena Gnocchi

    Siete assolutamente indispensabili!

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    Rispondi
  63. Viviana

    Grazie alle vostre informazioni siamo più sensibili e accorti negli acquisti alimentari
    Del resto poi sta a noi scegliere e quindi scegliamo di continuare a seguirvi
    Mi raccomando avanti sempre senza cedere. E naturalmente molti ringraziamenti per vostro importante e necessario lavoro

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    Rispondi
  64. Ninni

    Credo che dobbiate continuare con il Vostro lavoro. Ci sono persone che come me, grazie alla “CAROTINA”, hanno scoperto un mondo di menzogne e di frodi sui nostri alimenti, e non solo. Le lobby che ruotano intorno a questi mercati dovrebbe solo inginocchiarsi e chiederci scusa. Altro che tumori per colpa dell’aria che respiriamo, e il cibo dove lo mettiamo. Sosterrò qualunque cosa che Vi riguardi, sempre di più

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  65. Rossella

    Il vostro impegno è fondamentale per la salute pubblica
    Continuerò a Promuovere la vostra applicazione

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    Rispondi
  66. Daniela

    Grazie per quello che state facendo per la difesa di noi consumatori, che sempre più spesso veniamo usati da queste fameliche multinazionali per poter aumentare i loro guadagni con metodi sempre più aggressivi e, purtroppo senza scrupoli. Siamo con voi

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    Rispondi
  67. Maurilio

    Grazie per quello che fate. Continuate così. Io continuerò a diffondere la vostra applicazione e le vostre preziose informazioni.

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    Rispondi
  68. Antonella

    Grazie per il vostro impegno! Indispensabile

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    Rispondi
  69. Adriana

    Siete molto bravi, perché combattere per anni contro le bugie delle grandi industrie non dev’essere facile. Questo dimostra quanto credete in ciò che fate ed io di conseguenza credo fermamente in Yuka. Non finirò mai di ringraziarvi per tutto.

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    Rispondi
  70. Giovanna

    Bravi, condivido tutto ciò che dite e fate. Resistete e GRAZIE!

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    Rispondi
  71. Gloria

    Grazie di cuore yuka, senza l’applicazione non potrei più comprare, questi vogliono ucciderci a comprare le loro schifezze compreso insetti. Anzi dovere essere ancora più precisi scrivere se l’alimento viene prodotto in Italia oppure dall’estero , tipo la farina e la pasta, la Barilla che non produce farina Italiana. Andate avanti contro questi che vogliono la distruzione del mondo. Grazie Yuka

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    Rispondi
  72. Nicola iacone

    Io seguo voi

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    Rispondi
  73. CARLO

    GRAZIE PER LE INFORMAZIONI CHE FORNITE A NOI CONSUMATORI, CONTINUTE A MIGLIORARE IL VOSTRO SERVIZIO E SPERO VIVAMENTE CHE SEMPRE PIU’ CONSUMATORI SI RENDANO CONSAPEVOLI DELLA PERICOLOSITA’ DEL CIBO ULTRAPOCESSATO,BEVANDE ZACCHERATE,FRUTTA E VERDURA AVVELENATA,INSACCATI E CARNE. LA SALUTE E IL BENESSERE SONO MOLTO PIU IMPORTANTI DEL PROFITTO, OTTENERE PROFITTO CON L’INGANNO E’ INACCETTANILE!. LE NOSTRE SCELTE COME CONSUMATORI SONO DETERMINANTI PER ELIMINARE GLI ALIMENTI NOCIVI , IL VOSTRO LAVORO CI AIUTA TANTISSIMO. GRAZIE

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    Rispondi
  74. Manuela

    Avanti tutta ragazzi! Siamo con voi!

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    Rispondi
  75. Vittoria Maria

    Eccellente informazione, chiara, scientificamente documentata, svela la solita manipolazione attuata dalle lobby, come al solito assecondate da chi e’ al potere. Ma perche’? Tutti corrotti ?

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  76. Luigi

    Un ringraziamento per il vostro impegno che ci aiuta nelle scelte quotidiane. Le vostre informazioni sono un bene per tutti i cittadini europei e non solo.

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  77. Barbara

    Grazie Yuka per tutte le informazioni che ci permettono di fare le giuste scelte ogni giorno per noi e i nostri figli ! 💪❤️

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    Rispondi
  78. Loredana

    Per fortuna che esiste una forza come la vostra e noi vi seguiremo sempre grazie!

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    Rispondi
  79. Tatiana

    Bravi!!! Vi seguo sempre!!! Continuate ❤️❤️❤️

    2
    Rispondi
  80. Francesco

    Grazie per il vostro lavoro. Non abbiate timore e andate avanti.GRAZIE

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    Rispondi
  81. Tiziana

    avanti così senza paura …siamo nel giusto e combattere le grandi lobby di interesse economico che non badano alla salute e pensano al profitto vanno emarginate. La storia ci darà ragione e la forza arriverà dalla gente di buon senso che vi sostiene e condivide le stesse battaglie di civiltà.
    GRAZIE.

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    Rispondi
  82. Carmen

    Grazie Yuka, senza di voi nn riesco a far la spesa!

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    Rispondi
  83. Paolo

    Ormai la consapevolezza dell’insostituibile beneficio degli alimenti freschi rispetto a quelli ultraprocessati è radicata nella popolazione e specialmente del nostro Paese. Non abbiate timore, tenete duro e andate avanti.

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    Rispondi
  84. Rita

    Grazie Yuka
    Fate un lavoro importantissimo. Vi sostengo, continuate così

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    Rispondi
  85. Ferdinando

    I soggetti politici, economici e istituzionali o meno che sono intervenuti in questi anni contro la vostra meritevole attività informativa potrebbero, senza però esagerare nella quantità, gustare i nitriti che negano essere pericolosi e studiare che, almeno in Italia, il diritto alla salute in tutte le sue forme è espressamente riconosciuto come unico diritto fondamentale dalla Costituzione. Massima solidarietà. La lobby dei cittadini informati esiste!.
    Grazie.

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    Rispondi
  86. Alessandra

    E’ uno strumento utile che orienta con una informazione completa al di la’ del ‘voto’ assegnato al prodotto. Sto notando però come in alcune catene di supermercati non ci sia più linea. Mi sono chiesta se non faccia parte di una strategia per oscurare Yuca che a quel punto diventa inutilizzabile.

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    Rispondi
  87. Nicoletta

    Grazie per il vostro impegno!
    Non mollate

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    Rispondi
  88. Malgorzata

    Grazie di ❤️

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    Rispondi
  89. Aldo

    Ciao Julie, capisco benissimo quello che vi stanno facendo e, mi dispiace tanto perché siete molto utili a noi consumatori. E questi millantatori brucia il fondo schiena…
    In boccaa al lupo !

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    Rispondi
  90. Mario

    Forza, non mollate

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    Rispondi
  91. Fabrizia

    Grazie. Ormai mi è indispensabile controllare i prodotti che vorrei acquistare con Yuka.
    Mi da più sicurezza e pertanto più serenità. Condizioni indispensabili per chiunque.

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    Rispondi
  92. Claudio

    Credo fermamente nel lavoro di Nutri-Score e Yuka!!!
    Mi avrete sempre come sostenitore!!

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    Rispondi
  93. Sonia

    Grazie mille…continuo ad usare l’applicazione…e la diffondo…ad amici conoscenti e non.

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    Rispondi
  94. daniela ines

    “Traccia la tua rotta verso una stella e supererai qualsiasi tempesta”
    Leonardo Da Vinci

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    Rispondi
  95. Loredana

    Grazie per tutto CIÒ che fate per Noi
    Uso sempre Yuka la trovo importantissima
    Per ogni acquisto di prodotto che NON conosco ancora

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    Rispondi
  96. Michele

    Grazie. Buon lavoro.

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    Rispondi
  97. Salvatore

    Quello che dovrebbero vietare sono tutte le pubblicità farlocche che ci propinano soprattutto ai bambini ma anche agli adulti, di tutti questi alimenti ultra processati che le lobby impongono ai governanti di turno compiacenti.
    Siete una organizzazione da Nobel!!!

    1
    Rispondi
  98. Patrizia

    Quando compro al supermercato uso in automatico Yuka per i prodotti confezionati però nel reparto gastronomia e macelleria purtroppo non è possibile. Credo che su questo dobbiamo essere ancora tutelati perché purtroppo Yuka non si può usare! Un grazie agli ideatori di Yuka per mettere al primo posto i nostri interessi❤️

    Rispondi
  99. paolo

    bravi coraggio continuate

    Rispondi
  100. Loris

    GRAZIE PER TUTTO QUELLO CHE FATE A DIFESA DEI CONSUMATORI, CONTRO LE LOBBY DEL POTERE DEL SETTORE ALIMENTARE RENDERE PIÙ CHIARO TUTTO QUELLO CHE UTILIZZIAMO PER ALIMENTARCI

    Rispondi
  101. gianna

    Grazie a Voi ho scoperto che anche alcuni alimenti bio contengono sostanze “discutibili”anche se permesse. Non mi avete mai deluso, grazie di esserci. Vi consiglio a tutti.

    Rispondi
  102. raffaella

    Da quando conosco Yuka, lo ritengo uno strumento indispensabile nell’ orientare i miei acquisti, per difendere la mia salute e quella dei componenti della mia famiglia.
    Ogni volta che mi capita cerco di diffondere l’uso di quest’ applicazione presso altre persone.
    Yuca continua pure nel tuo impegno per l’autentica difesa di noi consumatori, promuovendo una spesa responsabile. Avete tutto il mio sostegno.

    1
    Rispondi
  103. Giuseppina

    Vi ringrazio per tutto quello che fate

    Rispondi
  104. Antonella

    Forza Yuka ti ringrazio di esistere

    Rispondi
  105. Rino

    grazie per quello che fate per noi

    Rispondi
  106. Emilio

    Bravi, continuate così!

    Rispondi
  107. Annamaria

    Grazie per tutto quello che fate !!! Siete preziosissimi e vi consulto sempre prima di ogni acquisto !!! Ovviamente consiglio la vostra applicazione a tutte le persone che conosco perché è fondamentale diffonderla il più possibile; non mollate mai e ancora grazie infinite per l’ottimo servizio che fornite.

    Rispondi
  108. Antonella

    Sono una vostra sostenitrice,diffondo le vostre informazioni e vi ringrazio per tutto quello che fate per noi.Immensamente grazie.Continuate ,andate avanti.

    Rispondi
  109. Giovanna

    Grazie per il vostro impegno e lavoro ,da quando ho scoperto Yuka faccio la spesa più serenamente sapendo cosa porto in tavola per il beneficio di tutta la famiglia. Forza e coraggio siamo con voi per sostenervi nelle lotte contro le lobby ,grazie ancora per il vostro impegno.

    1
    Rispondi
  110. Claudio

    Andate avanti👏🏻💪🏻

    Rispondi
  111. lorena

    Que maravilla que existes Yuka, no rendirte esta sera tu fuerza, “VAMOS QUE SE PUEDE”.💪❤️

    Rispondi
  112. Lidia

    Ho letto l’articolo. Molto interessante. Sono una sostenitrice di Yuka e dello Nutri-Score. Grazie per il vostro impegno. Continuate così!!!

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    Rispondi
  113. Rosanna

    Compro tutto confrontandomi con Yuka .
    Lo faccio anche per i miei familiari, quindi nn ci fanno paura le critiche perché siete nel giusto e a fianco dei consumatori.

    Rispondi
  114. Berni

    Forza Yuka, non si cede neanche un “virgola” alle lobby

    Rispondi
  115. MG

    Stupefacente! Neppure un solo commento pubblicato che osi esprimere un dubbio…

    Rispondi
  116. Nino

    Continuate così a difesa di noi tutti

    Rispondi
  117. Ferruccio

    Trovo l ‘argomento molto interessante . Cosi ci si può chiarire le idee e qualche dubbio!

    Rispondi
  118. Annarita

    Yuka non deve mai mollare

    Rispondi
  119. Angelo

    Siete straordinari! Agite per il bene delle persone, informandole e rendendole consapevoli e dimostrando, su base scentifiche, il vostro lavoro. Come si suol dire: ” in scienza e coscienza”. È palese l’inganno adottato dalle lobby che sfruttano la distrazione e l’ ignoranza degli umani. Da questo punto di vista non rusciranno a screditarvi. Il vostro e un inequivocabile segno di Coraggio.

    Rispondi
  120. franco

    Forza Yuka!!!!

    Rispondi
  121. Nicola

    È incredibile come le lobby cerchino sempre di screditare con false informazioni o dati quelle evidenze scientifiche incontrovertibili, sfruttando le paure popolari o politici consenzienti. Continuate così, voci come le vostre sono essenziali per capire meglio ciò che mangiamo o utilizziamo. Poi sta ad ognuno di noi decidere se acquistare un prodotto od un altro, ma sulla base di dati scientifici e non di claim pubblicitari.

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    Rispondi
  122. Elisabetta

    Grata per aver queste informazioni che dovrebbero essere pubblicate su tutti i giornali. Io intanto condivido… Andiamo avanti!

    Rispondi
  123. Gianni

    Andiamo avanti, non ti curar di loro ma guarda e passa

    Rispondi
  124. Elio

    Grazie per il vostro grande impegno
    Grazie per il vostro supporto

    Rispondi
  125. Francesco

    Siamo con voi

    Rispondi
  126. Bruno

    Siamo con voi!

    Rispondi
  127. Frank

    Da quando vi ho scoperto ho cambiato la mia alimentazione e quella dei miei familiari, quindi: Forza e Onore….

    Rispondi
  128. Raffaella

    Grazie ancora per il vostro impegno.
    Le vostre informazioni sono importantissime.

    Rispondi
  129. Imelda

    Grazie mille per la vostra tenacia,noi vi sosteniamo.

    Rispondi
  130. Rita

    Articolo interessantissimo.
    Spero che nel prossimo futuro si possa arrivare a fare chiarezza sugli alimenti che mettiamo sulle nostre tavole.
    Al momento mi attengo a ciò che diceva la mia saggia nonna “ mangia di tutto ma poco “
    Grazie per il vostro costante impegno

    Rispondi
    1. Annalisa

      Buongiorno Rita, Sua nonna, come tutti i nonni che la sapevano ben più lunga di tanti testi odierni, aveva ragione. Oggi, se li avessi qui, porrei loro un’enormità di domande.
      Parliamo però purtroppo di tempi in cui la produzione del cibo era trattata con coscienza. Oggi non è più così. Il cibo è la nostra benzina, e bisogna essere attenti e rispettosi del nostro corpo, ponendo attenzione a ciò che si introduce, diversamente, mangiare poco o tanto veleno, è solo una questione di danneggiare il corpo in poco, o lungo tempo.
      Le sostanze pericolose inserite in diversi preparati industriali sono oramai troppe nel complesso.
      La chiarezza c’è già, data dalle ricerche scientifiche serie. Semplicemente dietro alle produzioni ci sono uomini. Gli uomini possono essere persone di valori o corruttibili. Subito dopo loro, ci siamo noi, che dovremmo fidarci alla cieca…
      La vita Le è stata affidata con amore, se può e se lo ritiene giusto, si prenda cura di sè utilizzando gli strumenti messi a disposizione.
      Inizialmente è un disastro 🙂 ricordo ancora che facevo gli slalom fra le cose da scartare, ma grazie a Yuka ho scoperto che in una semplice fetta biscottata di una nota marca, c’era un additivo che nuoceva gravemente il microbiota intestinale, che è uguale a dire: il sistema immunitario.
      Buona vita
      Un caro saluto

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      Rispondi
      1. Emilia

        Tutto molto interessante continuate così

    2. Elisa

      Cara Rita, anch’io da piccola – cioè 65 anni fa – mangiavo poco di quello che una famiglia di campagna monoreddito poteva permettersi. Vale a dire: tanta verdura prodotta nell’orto di casa, carne di manzo nel brodo delle feste, insieme alla gallina allevata nel cortile, uova dal contadino, coniglio o anatra solo nelle feste importanti, qualche pesce di fiume, tante mele, fichi e fragole di stagione, marmellata fatta in casa e tanto pane comune. La differenza sostanziale era che tutti gli alimenti non avevano subito processi industriali, tranne il pane del fornaio.

      2
      Rispondi
  131. Giorgio

    Continuate a perseguire la vostra idea di informazioni scientificamente corrette e indipendenti.
    Vi ringrazio
    Giorgio Signorini

    Rispondi
  132. Nadia

    Da qualche anno utilizzo yuka. Ha rivoluzionato completamente il mio modo di acquistare, ho ridotto drasticamente l’acquisto di schifezze che ci propinano e che sembrano ottime. Non compro più niente senza yuka anzi penso proprio che mi abboneró. Grazie per averci aperto gli occhi su decenni e decenni di informazione e pubblicità ingannevole adesso è tutto più chiaro.

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    Rispondi
  133. Patrizia Croci

    Per arrivare qui vuol dire che ho letto avidamente tutto l’articolo e mi ha riempito di rabbia per come va il mondo, rabbia che potrebbe trasformarsi in rassegnazione se non ci fossero persone come voi che alimentano la speranza. Siete indispensabili, non mollate! Da oggi vi sosterrò che è quello che posso fare perché l’informazione corretta e scientifica di diffonda e vinca contro la menzogna!

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    Rispondi
  134. Daniela

    Posso solo dirvi grazie per il vostro impegno e dirvi che yuka è un riferimento insostituibile. Nel mio piccolo cerco di divulgare le vostre informazioni.

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    Rispondi
  135. Giorgio Penza

    Grazie per tutto quello che state facendo, grazie anche a nome dei nostri figli.
    Non molliamo e soprattutto non mollate.

    Rispondi
  136. Stefano

    Uso Yuka da 2 Anni abbondanti (da quando ne ho scoperto l’esistenza) e dopo i primi mesi di prova, ne ho apprezzato subito la sua utilità.
    Nonostante si potesse usare gratuitamente, pago la quota annuale proprio perché voglio dare il mio piccolo contributo e vorrei continuare ad utilizzarla per gli anni a venire!!

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    Rispondi
  137. Daniela

    Grazie per il lavoro che fate ormai consulto l’app per quasi tutto quello che acquisto. Tenete duro perché è ovvio che date fastidio!

    Rispondi
  138. Franco

    È disarmante pensare che possa esistere una realtà come quella delle lobby alimentari dello zucchero ecc come può essere possibile che l’uomo stia distruggendo la propria salute ? Il proprio ambiente ? Il pianeta dove abitiamo. Probabilmente siamo un’anomalia della natura, è giusto che l’umanità sparisca per sempre

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    Rispondi
  139. Sabrina Battaglia

    Grazie per quello che fate e per la lotta per difendere la nostra salute

    Rispondi
  140. Adelina

    Siete bravissimi e grazie a voi che riesco a fare la spesa più salutare e vedo spesso sui prodotti i messaggi ingannevoli. Grazie per quello che fate.

    Rispondi
  141. Carlo

    Grazie per il vostro lavoro, il vostro impegno serve per formare e informare le persone che acquistano in modo inconscio quasi automatico guidati dalle pubblicità e da poca cultura del cibo

    1
    Rispondi
  142. rachele

    Grazie per le informazioni che fornite. La chiarezza è una forza di Yuka! Non mollare!

    Rispondi
  143. Silvana

    Grazie per il vostro impegno e la vostra tenacia!! Siete dei grandi e vi meritate tutto il nostro rispetto e il nostro appoggio.

    Rispondi
  144. Genny

    Siete per noi un grande supporto e le informazioni che ci trasmettete, attraverso questo strumento, sono fondamentali. Personalmente acquisto pochissimo cibo ultra – processato e secondo me dovremmo tutti ridurne il consumo.
    Grazie per il vostro impegno e coraggio.

    Rispondi
  145. Annarosa

    Grazie per il vostro lavoro e il vostro impegno . Faccio sempre la spesa utilizzando Yuka.

    Rispondi
  146. Giuseppe

    Utilizzo Yuka da parecchio tempo, e non ne potrei fare a meno, tenete duro,
    fate un lavoro incredibile in aiuto di noi utenti.
    Grazie di cuore.

    Rispondi
  147. Fabiano

    Mille grazie Yuka!!.

    Rispondi
  148. Filomena

    Non mollate, non fatevi impaurire, avete competenza, onestá,
    lavorate in modo indipendente e i consumatori che vi seguono sono la vs forza e il Vs sostegno. Io sono una di loro.

    Rispondi
  149. Solidea

    Yuka, mi ha insegnato a comprare cibi “sani” Io ho fiducia in Voi.
    Grazie x il vostro prezioso lavoro.

    Rispondi
  150. Gianni R.

    Quando qualcuno come voi fa davvero gli interessi del consumatore è oggetto di attacchi vergognosi.
    Grazie per la battaglia che portate avanti.

    Rispondi
  151. Sara

    Io lo so da tempo,ci fanno comprare cibi pseudo-salutari per poi propinarci medicinali contro problemi gastrointestinali e stitichezza e altro…che vergogna

    Rispondi
  152. Daniela

    Grazie davvero di cuore per quello che fate! ♥️🙏 Noi crediamo in voi

    Rispondi
  153. Giovanna Maria Padre ( Mariuccia)

    Che commento posso fare!!! (Siamo messi male ) in parole semplici non frega niente a nessuno se ci stanno avvelenando!!!
    Ha questi, importa solo incassare miliardi.

    Rispondi
  154. Marina

    Grazie per il vostro lavoro per il bene di tutti grazie ♥️ avanti tuttaaa👏👏

    Rispondi
  155. Roberto

    Articolo illuminante! Grazie. Complimenti per il vostro coraggio e la vostra determinazione a servizio della verità e della salute.

    Rispondi
  156. Christian

    pieno sostegno a Yuka. il vostro lavoro è trasparente ed è molto utile per il consumatore.

    1
    Rispondi
  157. Luigi

    Ribellarsi ai poteri forti richiede coraggio…
    Continuate così, avete argomenti forti e il sostegno dei vostri utenti !!

    2
    Rispondi
  158. leda

    Grazie Yuka per quello che fate
    Seguo sempre i vostri voti che mi hanno insegnato a scegliere il cibo migliore.

    1
    Rispondi
  159. Ivana

    Non ho letto tutto lo farò con calma ma ho capito la questione, purtroppo la verità fa male anche quando credi che un prodotto sia buono invece è scarso specialmente nelle marche note io sono con voi, e vi ringrazio sempre

    1
    Rispondi
  160. Marco

    Grazie del vostro lavoro x il bene di tutti.

    1
    Rispondi
  161. Nicola

    Io contribuisco volentieri con abbonamento a yuka proprio per sostenere la sua difesa, grazie per quello che fate.

    1
    Rispondi
  162. Loris

    Grazie, molto utile.
    Sapersi orientare in un mondo pieno di informazioni fuorvianti è importante, specie se c’è di mezzo la salute.

    Rispondi
  163. Gaetano

    Non mollate e un grosso grazie per il vostro impegno

    Rispondi
  164. Silvano Parizzi

    Complimenti a Yuka! Ma vorrei porre un quesito su un’ulteriore ricerca sugli insaccati e prodotti alimentari processati. Ho un forte dubbio sull’uso di carne umana che viene mescolata con animali.
    In Austrialia e Nuova Zelanda sono state scoperte l’uso di carne umana nei vari Mc Donald’s. Temo che di nascosto, nei fast-food delle multinazionali vengono servite in ugual modo nel mondo.

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  165. Patty

    Grazie perché non mollate mai

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  166. GIUSEPPE

    Siamo sotto lo strapotere delle multinazionali. Teniamo duro, siamo in tanti!

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  167. Anna

    Grazie per il vostro impegno io utilizzo la vostra app

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  168. Giulio

    Resto sempre convinto della profonda utilità di yuka. D’altra parte da italiano amante dei prodotti tipici credo che la migliore sintesi da prendere in considerazione da parte di chi consuma possa essere questa: con yuka mi posso orientare sul consumo di tutti i giorni; nelle occasioni particolari, invece, mi lascio trasportare dal gusto e, volendo, posso anche sapere di quanto ho abusato! Ecco. Continuerò ad usare yuka quando faccio la spesa ma entro in negozi specializzati e compro tutti i formaggi e gli insaccati e le carni trattate ed i vini buoni e buonissimi quando sono in compagnia e senza stress!! Viva yuka ed il nutriscore

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  169. Iolanda

    Uso YUKA da anni ed è irrinunciabile.
    E ovviamente continuerò a sostenervi.
    Non sono certamente sempre una virtuosa nelle mie scelte alimentari, ma preferisco di gran lunga una informata consapevolezza – anche e soprattutto quando acquisto un alimento con nutriscore pessimo- a menzogne travestite da verità ( v. le nuove label).
    Purtroppo l’agroalimentare è una potenza globale che non ha certamente tra i propri obiettivi la salute del ‘consumatore’

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  170. ivano

    Avanti così senza paura, pensiamo alla bufala del colesterolo totale e la vendita delle statine per fare un esempio..

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  171. Patrizia

    Non sono riuscita a leggere ancora tutto ma ho capito che state lottando come dei leoni. Vi ringrazio tantissimo perché grazie a Yuka non acquisto più nulla se prima non controllo ogni prodotto non mangiando più le schifezze che compravo prima di avere questa utilissima App.

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  172. Paola

    Io per fare la spesa uso sempre yuka, e quanti prodotti lascio sullo scaffale per merito vostro. Grazie per il vostro impegno, mi rendo conto delle forti difficoltà e pressioni a cui andate incontro e per questo vi apprezzo ancora di più.

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  173. maria

    Grazie per il vostro impegno. Continuate così.

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  174. Giorgio

    App molto utile, e la uso sempre ogni qual volta faccio la spesa e mangio solo cose senza additivi e controllo che i grassi saturi e zuccheri siano più bassi possibile. Grazie YUKA

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  175. Andrea Gennari

    App fantastica ho smesso di mangiare tante schifezze grazie a Yuka

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  176. Liisa

    Yuka Vi ringrazio ,
    lo faccio per me , per mie figli, nipoti e ai tutti giovani che hanno la volontà e consapevolezza lavorare per un futuro piu sano e pulito.

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  177. Francesca

    Grazie A Yuka controllo tutto ciò che acquisto con molta attenzione! Tutta la mia famiglia ha istallata l app.

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  178. Morena

    Faccio la spesa da anni solo con yuka . Irrinunciabile. Grazie sempre 🙏

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  179. Andrea

    Le lobby ormai hanno sequestrato i parlamenti degli stati e faranno di tutto per imporre le loro politiche. Unica soluzione informarsi e sostenere applicazioni come Yuka che aiutano il consumatore a capire cosa realmente sta acquistando. Forza e complimenti anche per l’articolo di approfondimento!!

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  180. luciano Picotto

    Mi servo di YUKA per il semplice motivo, cioè ho la diabete di tipo2…..ringrazio YUKA che mi dà una dritta in merito…..per i prodotti con sale , zuccheri e ingredienti scarsi o eccellenti, quindi grazie

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  181. GABRIELLA

    Uitlizzo Yuka da più di due anni e sono felicissima di poterlo fare.
    L’ho consigliata a diverse persone.
    L’unione fa la forza e, alla fine, siamo noi consumatori a costringere l’industria a produrre alimenti e cosmetici più sani, in base alle nostre scelte.
    Grazie per esserci !

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  182. Elvia

    Compro solo con Yuka che se non altro mi ha insegnato a leggere le etichette e orma soprattutto per la cosmesi conosco le ditte di cui fidarmi. Grazie.

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  183. Maria C.

    L’attacco delle lobby è una medaglia, un riconoscimento alla vostra indipendenza. Continuate così. Yuka ormai è la mia bussola negli acquisti!

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  184. Giuseppe

    Uso yuka da anni e la.usano anche i miei figli. É lo strumento che accompagna la nostra spesa: irrinunciabile!

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  185. Oriana

    La maggior parte delle persone che vi credono e vi seguono non si lasciano intimidire da questi personaggi!Siete voi a brillare

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  186. Serena

    Uso Yuca, forse da un paio d’anni, me la consigliò un amico ed io, a mia volta l’ho consigliata ad altre persone. Mi trovo bene, ispira fiducia. Penso sia normale che organizzazioni simili siano un ostacolo per le grandi Lobbies ma andate avanti. Avete il nostro sostegno. Grazie

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  187. Paolo

    Il fatto che siate sotto attacco delle lobby significa che vi temono. Posso dire che da quando uso Yuka ho cambiato molto il modo di acquistare. In effetti, molto spesso, i peggiori prodotti ultraprocessati sono proprio venduti dalle marche più reclamizzate. Posso confermare che partecipo anch’io al vs. sostegno !

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  188. Tiziana

    CONTINUATE COSÌ SU QUESTO BINARIO

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  189. Laura

    Grazie per aver condiviso quanto accade.. in qualche modo ero a già a conoscenza di certe realtà industriali ma non immaginavo di quanto fossero sleali… Grazie mille per le informazioni che ci fornite perché ci rendono liberi di scegliere di proteggere la nostra salute e quella del pianeta

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  190. Antonella

    Mia figlia mi ha fatto conoscere Yuka. Credo che i giovani siano più attenti e consapevoli. Forse noi “grandi” non vinceremo questa battaglia perché questo sistema, basato su lobby, disinformazione e rifiuto della scienza, lo abbiamo creato noi, ma nutro speranze nelle nuove generazioni e nel confronto serio e senza slogan elettorali sui temi della salute pubblica. W Yuka!

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  191. Ermanno

    Oltre ad aprirci gli occhi sulla salute dei prodotti, ci fate capire la giostra ingravattata che ci sta dietro. Soldi soldi soldi.
    Siete super bravi…vi seguo e vi amo

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  192. Mauro

    Avete la mia fiducia e continuerò a sostenervi . Grazie per il vostro lavoro

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  193. Alberto

    Sono sempre stato molto attento alla qualità degli alimenti e voi date un aiuto prezioso per orientarsi. È normale che ci si scontri con gli interessi economici dei grandi produttori di cibo industriale… Grazie per il vostro impegno!

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  194. Marilina

    Uso yuka da anni e l’ho consigliata a tutti coloro che conosco , che a loro volta l’hanno divulgata allo stesso modo.
    Alcuni allergeni hanno reso la mia vita un pò difficile e Yuka è diventato per me uno strumento indispensabile . Attraverso l’inci dei prodotti descritti so sempre se acquistare il prodotto oppure no . Penso che qualsiasi cosa che ti permetta di scegliere cosa acquistare, in un mondo dove il marketing è al servizio solo del profitto , sia una conquista oltre che un ottima idea . Comprendo perfettamente il motivo per cui vogliono “fare fuori ” Yuka e spero che l’aiuto di tante testimonianze positive ,facciano capire ,a chi dovere , che ciò che funziona va preservato e non distrutto per compiacere le l’lobby del mercato e che scegliere è un diritto fondamentale .

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  195. mauro

    lottare duramente e per sempre queste cattiverie e falsità…..per non definirle in altro modo. Avanti cosi!!
    Non fermatevi e non fermiamoci!!

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  196. Raffaele

    Io mangio solo alimenti freschi e naturali. Odio gli insaccati e imbustati nonché qualsiasi alimento Ultra processato. Ho letto della carne artificiale di laboratorio e della stessa cioccolata di laboratorio. Siamo alla distruzione del genere umano.

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  197. Pippo

    Prima di tutto l’informazione, e quando è basata sulla evidenza scientifica non c’è ostacolo che possa impedirla.

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  198. Maria Cristina

    Mai arrendersi !!! Andate avanti, che noi siamo tutti dalla vostra parte !!!!

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  199. Gabriella

    Non ho parole dovrei dirne troppe ma ho una certezza la fiducia in voi vi contatto spesso o meglio sempre e seguo le vostre valutazioni forza Yuka c’è la faremo Grazie A Tutti Voi

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  200. Simona Petturiti

    Vi seguo sempre e utilizzo Yuka, grazie per le informazioni, tutto ciò non mi stupisce

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